Un’Estate di Passione e di Dolore

Si rientra dalle vacanze di agosto e settembre spesso è sinonimo di nuove avventure, di ripartenza. Duilio Litorale con questo numero torna a trattare dell’attualità più stretta. Temi sentiti sul territorio che si appresta a vivere un nuovo autunno «caldo». Lo facciamo, parlando di viabilità e delle emergenze, spesso sfociate in tragedia, che hanno segnato questi ultimi mesi. A partire da quel maledetto 6 maggio, quando sulla via Ostiense a causa – molto probabilmente – del manto dissestato perde la vita Elena Aubry, centaura romana di 26 anni. Anche dalle nostre pagine, la mamma di Elena, Graziella Viviano lancia un appello per la sicurezza di tutti: «Scendete in strada e cerchiate le buche con dello spray fluorescente saranno visibili e quello che è successo a Elena non accadrà a nessun altro». Esempio di forza e mamma coraggio. Di contro, altri gridi di dolore rimasti inascoltati. Quello, per esempio, dell’associazione dei familiari delle vittime della via del Mare che da decenni si batte per la messa in sicurezza dell’ex statale 8, ma alla promesse non sono mai seguiti i fatti. Non sembrano convincenti, invece, le proposte dell’amministrazione locale. Il X Municipio – altre prese con sovrapposizioni di competenze e perenne carenza di fondi – ha lanciato l’idea dei 30 chilometri orari come limite di velocità da percorrere sulle strade più a rischio. Sulle principali arterie del Lido e dell’entroterra sono così comparsi i cartelli gialli, al centro di polemiche da parte dell’opposizione che ha chiesto la trasparenza nei costi e nell’affidamento del servizio e ha presentato diversi esposti dall’Anac, l’autorità anti-corruzione fino alla Procura di Roma affinché possano essere accertate eventuali responsabilità nelle morti sulle nostre strade. A giugno, sulla Cristoforo Colombo si spezzò un’altra giovane vita: quella di Noemi Carrozza, sincronette di 20 anni che si schiantò contro il cordolo della carreggiata poco primo dell’arrivo alla Rotonda di Ostia. Il resto è cronaca degli ultimi giorni. Una fine estate caratterizzata da un’altra emergenza: il Ponte della Scafa. Una chiusura inaspettata e Ostia e Fiumicino dalla notte al giorno diventano come la Berlino del ‘61. Muri e ponti che dividono invece di unire. O crollano, come è accaduto al viadotto Morandi di Genova. Altre vittime della strada, figlie un’Italia che non si preoccupa delle manutenzioni. Il nostro pensiero va soprattutto a loro.

Caterina Dini

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