Un territorio a metà

Un nuovo mese, un nuovo viaggio. Maggio è il periodo dei primi bilanci: quelli di una stagione che si chiude e un’altra che si avvia, fatta di buoni propositi da attuare a partire da dopo l’estate. E la domanda che ci siamo posti è: «Come sta il nostro territorio?». In questi anni lo abbiamo raccontato in tutti i suoi aspetti da quelli più gravi (dall’emergenza mafia alla crisi politica) a quelli di tutti i giorni. Ecco, in questo numero ci soffermiamo sullo stato di salute di Ostia e del X Municipio. Ci sono delle parti di questa città, belle e intoccabili. Dove la natura sembra aver dipinto su una tela paesaggi e colori. La tenuta di Castel Porziano, per esempio. Un angolo incontaminato che appartiene a tutti noi. Noi vi apriremo le porte della Riserva con foto e racconti da rimanere incantanti. Vi parleremo anche dei delfini e del loro “canto”, una meraviglia del mare. E andremo anche al Borghetto dei Pescatori, perla della nostra comunità. Ai problemi del Canale, insabbiato e rimasto con poche barche (molti hanno preferito ormeggiare a Fiumara e a Fiumicino per poter uscire in mare) si affianca comunque la storia della nostra terra. E non bisogna scavare a fondo la sabbia con le mani, proprio come fanno i pescatori alla continua ricerca di telline, per trovare cose belle a Ostia. Basta fermarsi a guardare un tramonto in piazzale Magellano e rimanere stupiti dal sole che diventa arancio, rosso, viola prima di andare a morire all’orizzonte. Ma la nostra attività di reporter ci impone anche di denunciare quello che non va. Spesse volte con amarezza, e quasi sempre con rabbia. È il caso dei parchi: quello XXV Novembre di via Pietro Rosa è in stato di abbandono, così come le piste ciclabili che sono finite nel mirino della Procura. La storia di Ostia e del suo entroterra è fatta di storie belle e risvolti amari. È l’altra faccia della medaglia, un altro volto di un territorio. Che, nonostante tutto, continuiamo ad amare.

Caterina Dini

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