Un Mare di Solidarietà

“Il grande cuore di Ostia”, abbiamo voluto così titolare questo numero di Duilio, il secondo dedicato all’emergenza sanitaria che tutto il mondo sta vivendo. Dopo aver raccontato, attraverso le vostre storie, la quarantena dovuta al Covid-19 ora affrontiamo altri sentimenti: quelli della solidarietà e della generosità, caratteristiche del nostro dna. Questa pandemia è riuscita anche a far emergere ancora di più il senso di comunità dei cittadini del X Municipio. Su questo tema non ci sono state barriere né divisioni: tutti uniti per aiutare davvero chi ha bisogno. A Ostia, i commercianti hanno dato il via a una vera catena di solidarietà. Partita a ridosso della Pasqua e che tutt’ora continua. I negozianti di Ostia Nuova, la parte più vera e coriacea del Lido, hanno organizzato la consegna di generi alimentari e uova di Pasqua per i bambini dell’Idroscalo. Altri esercenti hanno donato – e continuano a farlo – quello che possono: chi una pizza, chi una colazione, chi una lasagna per la domenica. Destinatarie sono le famiglie danneggiate dalla pandemia, ridotte sul lastrico dal lockdown che ha bloccato imprese e attività commerciali. È un viaggio, quello che ci apprestiamo fare, tra le storie di persone di “buona volontà”. C’è chi in prima linea consegna i pasti alla Caritas, chi come la chiesa e il comitato di quartiere di Ostia Antica si danno un gran da fare per chi è solo e per chi non riesce ad arrivare alla fine del mese. Chi sta ancora attendendo la cassa integrazione. Vogliamo, però, lanciare anche un messaggio di speranza: che questa possa essere la luce che penetri il buio di questo momento. Sono le parole del professor Francesco Le Foche, responsabile del Day Hospital di immunoinfettivologia de Policlinico Umberto I di Roma: «Il virus sta perdendo la sua stabilità, grazie al distanziamento sociale. I nostri comportamenti fondamentali per allontanare il virus». Eccola la nostra speranza. Con la voglia di tornare presto a tuffarci nel nostro bellissimo mare e di assaporare quel senso di libertà che in questi mesi abbiamo purtroppo un po’ perduto.

Caterina Dini

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