Ostia Capitale

COPERTINA settembreNon è facile parlare di mafia. Abbiamo voluto farlo questo mese perché è dovere di una informazione corretta affrontare l’attualità. Lo abbiamo fatto nel nostro stile, quello di attenersi ai fatti e analizzarli. Negli ultimi mesi il nostro territorio è stato scosso dall’allarme mafia. Un terremoto che, come approfondiranno gli inquirenti, potrebbe avere origini ben lontane che si perdono negli anni bui di Ostia. Come quelli agli inizi del ’90 quando proprio dal mare di Roma partì la prima tangentopoli. 23 anni dopo, quasi, il presidente del X Municipio è stato arrestato proprio per corruzione. La prima volta nella storia della nostra città. Eppure abbiamo voluto ripercorrere quel “filo rosso” che sembra legare i fatti di ieri a quelli di oggi. Il clima a Ostia adesso è difficile. Come questa fase che stiamo vivendo. Da una parte ci sono le indagini, che hanno tolto il coperchio al vaso di Pandora, ma dall’ altra c’è anche tanta gente onesta che qui vive e lavora. Il 27 agosto, poi, la decisione del consiglio dei ministri di sciogliere per mafia il nostro municipio. Se per la politica il caso Mafia Capitale è quasi chiuso, forse non lo è per la magistratura che sta ancora lavorando. “La lotta alla mafia dev’essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”. Queste parole sono di Paolo Borsellino che ha fatto della lotta alla mafia una missione di vita, fino all’ultimo dei suoi giorni. Queste parole risuonano a Ostia e devono continuare ad essere un faro. Per tutti noi.

Caterina Dini

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