LITORALE… ANCORA IN CRISI!

Il 2021 è stato definito l’anno della speranza. L’anno buono per uscire dal Covid, da questa pandemia che – a un anno dal lockdown – non vuole saperne di lasciarci. Nel frattempo, tutto resta uguale o quasi. Tra coprifuoco, strette e colori delle regioni, l’economia – soprattutto quella del territorio – non riesce a respirare, né a riprendersi. È questo il viaggio che Duilio Litorale ripercorre in questo numero, sempre connubio tra attualità e approfondimento. Interviste a tu per tu con i protagonisti di questa crisi, peggiore anche a quella del 2008. A partire dalla presidente dell’Ascom-Confcommercio Ostia Litorale, la prima donna alla guida dell’associazione dei commercianti, che dalle pagine del nostro mensile lancia un appello: «Fare squadra, per uscire dalla crisi e aprire la strada a una nuova “rinascita”». Quel Rinascimento che, però, è dimenticato nel borgo di Ostia Antica e che anche questo denunciamo nel nostro dossier. Turismo ed enogastronomia, su tutto il litorale, dovrebbero andare a braccetto per rilanciare e rappresentare il volano dell’economia di un territorio così importante e strategico. A Ostia Antica, invece, il Castello è quasi sempre chiuso e i ristoranti sempre più in difficoltà. Stesso scenario di gestori di bar e ristoranti sul piede di guerra anche a Fiumicino, dove è partita una vera class action per chiedere l’apertura dei locali anche di sera: nel rispetto delle norme Covid, stando attenti a distanziamento sociale, igienizzazione e rispetto degli orari del coprifuoco. Il rischio assembramenti è ancora all’ordine del giorno, purtroppo. Con il primo sole di fine inverno, in molti sono usciti per affollare il lungomare o l’isola pedonale di piazza Anco Marzio. Abbiamo tutti un gran bisogno di aria fresca e tiepido sole, ma occorre ancora prestare molta attenzione. Infine, nel corso di questo volo pindarico, ci siamo occupati anche degli alberghi. Dalla ricettività alla ristorazione, adesso sono troppi i settori in crisi. È arrivato il momento di non fermarsi ai generici “ristori” ma di iniziare a pensare a veri e propri risarcimenti danni. Ora più che mai veramente indispensabili.

Caterina Dini

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