Il Peso della Politica

Promesse da marinaio. Avremmo potuto chiamare così il dossier di questo mese di ottobre.  Duilio Litorale, ancora una volta, pone al centro del suo lavoro l’approfondimento e la ricerca  giornalistica. Con il territorio, sempre in primo piano. Ecco, perché abbiamo deciso di lavorare –  a pochi mesi dalle elezioni – su tutto quello che negli anni è stato promesso, ma mai realizzato.  Abbiamo focalizzato la nostra attenzione sulle grandi opere, perché ragionare anche sui piccoli  e infiniti annunci pre-elettorali sarebbe stato troppo complicato. Abbiamo così prediletto gli  interventi concreti, quelli bipartisan, quelli che non hanno colore politico e che tutti i residenti del X Municipio chiedono da anni, a prescindere dalla loro opinione di voto. Temi come la  sicurezza stradale – e Cristoforo Colombo e via Ostiense sono oggetto da decenni di proclami  mai realizzati – sono di tutti, non appartengono a tizio o a caio. Non è una questione partitica,  ma di buon governo che – fino a oggi – almeno non c’è stato per Ostia e i suoi quartieri limitrofi.  È vero non possiamo celare nemmeno l’altro grande responsabile di ritardi, inadempimenti e  blocchi, vale a dire la burocrazia. Ma, soprattutto sui progetti che passiamo in disamina in  questo dossier, crediamo nella mancanza di peso della politica. Recupero dell’ex Gil e sgombero  della Vittorio Emanuele, per fare un altro esempio, erano progetti già impostati e a  un passo dalla fase esecutiva, come annunciò il prefetto Domenico Vulpiani, all’epoca capo della commissione straordinaria che guidava il X Municipio. E poi? Perché Roma Capitale e il  Campidoglio  – durante quegli annunci era presente anche la sindaca Raggi – non hanno  proseguito su quella strada? Che fine hanno fatto progetti, soldi, risorse impiegate e  inutilizzate? Si, questa volta i nostri toni sono un po’ più duri del solito perché in fondo c’è un pizzico di indignazione di fronte a tanto spreco. Lo diciamo da cittadini, prima che da giornalisti. E crediamo che – una volta sfogliato tutto il nostro giornale – a indignarsi saranno soprattutto i  nostri lettori.

Caterina Dini

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