Archivio della categoria: Pubblicazioni

La nostra sanità

gennaio-2017-copertina-sitoLo stato di salute della nostra sanità. Una radiografia alle strutture e ai presidi ospedalieri di Ostia e del X municipio. È quello che abbiamo fatto questo mese con il nostro dossier dedicato alla medicina. Ringrazio, intanto, personalmente il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin che in un’intervista traccia un bilancio sulla condizioni della sanità sul litorale. Ospedale Grassi, Cpo vere e proprie «eccellenze» del territorio come le ha anche definite la ministra. Un’intervista a 360 gradi con Beatrice Lorenzin che ha mosso i primi passi politici tra Ostia e Acilia. Con lei abbiamo anche affrontato i temi dell’attualità, partendo dalle continue discussioni sui vaccini. «Non si possono mettere sullo stesso piano i risultati a cui è giunta in decenni di studi la comunità scientifica con il parere del primo blogger che passa», è il concetto ribadito dal Ministro della Salute. I cittadini hanno diritto a un’informazione corretta su un tema sensibile come questo. Poi la situazione dei vari ambulatori: dal Centro di Igiene Mentale al Sert che sta vivendo una nuova crisi e iniziano a soffiare venti di trasferimenti. La percezione è sicuramente quella di poter contare su strutture e apparati che manifestano concretezza e che sono in grado comunque di garantire la tutela del diritto alla salute a tutti, nessuno escluso. La finestra che si apre attraverso questo DOSSIER fornisce un’immagine estremamente variegata della realtà sanitaria locale. Una realtà articolata e certamente non perfetta, ma va riconosciuta assolutamente la volontà e l’impegno al miglioramento. I medici del Grassi, per esempio, ci raccontano la loro passione che è il loro lavoro e allo stesso tempo la loro missione. Il pensiero corre al caso Nola, dove i medici con straordinario spirito di abnegazione hanno curato i pazienti anche a terra. E le emergenze che si vivono in alcuni degli ospedali della capitale rischiano purtroppo di essere la quotidianità.

Caterina Dini

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Un tuffo nel passato

dicembre-copertina-sitoTra passato e futuro. L’ultimo numero di DUILIO LITORALE del 2016 è un tuffo nella storia. Come consuetudine abbiamo deciso di regalare ai nostri lettori un calendario. Ed ecco che nei prossimi 12 mesi ci accompagneranno i romani dell’antica Ostium. Un viaggio dove si gioca con la memoria con scene di vita di tutti i giorni di un mondo che poi non sembra così lontano dal nostro. Basta sfogliarlo per accorgersi della semplicità del quotidiano. Le «insule» del passato sono così simili a condomini della nostra periferia. Ostia Antica offre così l’unica testimonianza dell’assetto urbanistico dei quartieri popolari romani dove le case erano davvero una soluzione all’emergenza abitativa. A ripensarci oggi!! Augusto, per esempio, aveva stabilito che per evitare crolli, gli edifici non dovevano superare una certa altezza. E il pensiero, non può essere altrimenti, va alle popolazioni colpite dal sisma che passeranno il loro Natale tra mille difficoltà. Ecco, che passato e presente si incontrano. In questi affreschi riprodotti, sembra che il tempo non sia davvero mai passato. Dalla caserma dei vigili, dove è sepolto un vigile morto nell’assolvere eroicamente il suo compito, alle terme e ai «balnea» che tanto assomigliano alle Spa di oggigiorno. Percorrendo questa sorta di «decumano» lungo un intero anno si incontrano domus lussuose, imperatori, attori del teatro costruito di Agrippa che ancora ci incanta nelle nostre notti d’estate. Buona passeggiata, allora. Proprio come quella raccontata dai nostri antichi. Minucio Felice ricorda il piacere di una camminata sulla spiaggia di Ostia in settembre quando, passata la calura, resta la gioia di godersi il mare più bello.
E questo è il nostro augurio.

Caterina Dini

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40 anni di storia e giornalismo

copertina-novembre-sito«Il giornalista è uno storico del presente», diceva Umberto Eco per sottolineare il lavoro del reporter che racconta ogni giorno le vicende umane dell’attualità. Storie difficili a volte e piene di dolore dove è complicato entrarci. Un famoso giornalista polacco, scomparso pochi anni fa, diceva che per fare del buon giornalismo bisogna comprendere gli altri, le loro intenzioni, la loro fede, i loro interessi e le loro tragedie. E di diventare subito, fin dal primo momento, una parte del loro destino. Così abbiamo deciso di dedicare questo numero di Duilio Litorale al lavoro della stampa e di come i cronisti locali hanno raccontato gli ultimi 40 anni della storia della nostra città. Un viaggio a ritroso nel tempo, a partire dagli anni’70 fino ad arrivare ai giorni nostri. Come è cambiata Ostia, magari proprio da quella data che ha segnato per sempre il suo destino. Quel 2 novembre del 1975, quando fu ritrovato all’Idroscalo il corpo di Pier Paolo Pasolini. Poi gli anni’80 bui e scuri con l’emergenza droga che dilagava nelle nostre strade. Gli anni ’90 segnano il rilancio, con lo sviluppo del litorale e delle periferie. Sono gli anni di due indimenticabili presidenti Marco Pannella e Massimo Di Somma. Fino ai giorni nostri con Ostia e il X municipio che sono di nuovo al centro delle cronache nazionali dopo l’allarme mafia. La città vista con gli occhi di chi l’ha raccontata. Questo è il nostro lavoro, la nostra passione ma anche la nostra storia.

Un ringraziamento particolare ai fotoreporter Mino Ippoliti, Elio Vergati e Nevio Mazzocco per lo straordinario materiale fotografico che ha accompagnato i nostri articoli.

Caterina Dini

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Vietato smettere di sognare

ottobre-copertina-sitoCi sono i sogni e le idee, le ambizioni e le paure,  la vita di tutti i giorni e la vita che si desidera. È un lungo viaggio attraverso il mondo dei giovani il numero di Duilio Litorale di questo mese. Un dossier che racconta questa generazione che ha fretta di crescere e che brucia le tappe giorno dopo giorno. Un’inchiesta dove i giovani del X municipio si raccontano e rivelano le loro speranze, ma anche le loro preoccupazioni. Un ritratto inedito e contemporaneo della generazione definita in molti modi, da «sdraiata» a «nativa digitale», un po’ bistrattata insomma. C’è chi ha descritto questi giovani come «fannulloni» oppure «schizzinosi», come li ha chiamati qualche anno fa l’ex ministro Elsa Fornero, forse senza mai rendere giustizia a tutti loro. Poi abbiamo capito che molto probabilmente il termine giusto è «indaffarati», come scrive Filippo La porta in un suo saggio. Eccoli i giovani di oggi, nel loro tentativo di restare sempre connessi, nel condividere e nello scambiarsi qualcosa. Quelli che a Ostia e sul nostro territorio non hanno più spazi dove incontrarsi. I parchi sono devastati e ricettacoli di rifiuti, dove è vietato anche giocare a pallone. Le panchine di via delle Baleniere sono sempre più vuote e dello skate-park di Ostia Ponente ne resta solo lo scheletro abbandonato. E speriamo che municipio e comune non restino indifferenti al loro grido di essere ascoltati. Urla e parole scritte sui muri della città e sui vagoni della Roma-Lido che invocano di essere messe alla prova. Nelle pagine che seguiranno, leggeremo proprio le loro storie. Quelle di questi giovani che fanno troppe cose simultaneamente e che sono sempre pieni di idee. Poi c’è la scuola e lo sport. Due pilastri nell’educazione, insieme alla famiglia. Così conosciamo anche un insegnante di Ostia che ha lanciato il suo metodo di insegnamento, che richiama un po’ quello dello prof. Keating dell’«Attimo Fuggente», interpretato dall’indimenticato Robbi Williams. I giovani sono i nostri protagonisti di questo mese. E a loro rivolgiamo il nostro augurio: non smettete mai di sognare.

Caterina Dini

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Una battaglia comune

settembre-copertina-sito

16 anni dopo, si torna a parlare di autonomia per Ostia. Il territorio ci riprova a diventare Comune. All’inizio dell’estate, infatti, è stata presentata alla Regione Lazio la proposta di legge di iniziativa popolare. Un primo, importante, passo che ora autorizza i fautori della «terza via», quella che segue allo status di circoscrizione e municipio, ad avviare una raccolta firme. Ne serviranno 10mila per poi indire n referendum che verrà presentato ai cittadini del litorale romano e del suo entroterra. L’iter è però ancora lungo e avrà diverse tappe. Con questo nostro DOSSIER vogliamo cercare di fare un po’ di chiarezza, ripercorrendo la storia dei referendum passati e dei tentativi precedenti di distacco dell’allora XIII municipio da Roma per diventare comune a sé. Nelle pagine che seguiranno daremo voce alle varie posizioni: dal fronte del si a quello del no. Non è la prima volta che la spinta autonomista porta a consultare i residenti del litorale sulla possibilità di diventare Comune. Nel 1989 vennero raccolte le firme per il referendum necessario ad istituire un nuovo Comune indipendente dalla Capitale che però non raggiunse il quorum. Un nuovo “no” arrivò 10 anni dopo. Ruolo cardine sarà svolto anche questa volta dall’entroterra. Dai primi passi mossi da Marco Pannella, che nei suoi 100 giorni da presidente rivoluzionò il litorale, alla famosa delibera del «Decentramento», firmata da Giacomo Vizzani, la domanda è sempre la stessa: «meglio essere periferia di Roma o periferia di Ostia?». Che oggi dopo le vicende del commissariamento e il malaffare della politica, i tempi siano maturi? Non sta a noi dirlo. Di certo sappiamo che legalità, sicurezza, turismo, cultura, e lotta al degrado sono i temi per programmare il rilancio di Ostia. Sia se questo territorio diventi comune o se continui a restare parte di Roma.

Caterina Dini

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Un’estate fa, la storia di oggi

copertina-sitoCi sono storie che si ripetono. Ostia e l’estate è una di quelle. Dagli anni’30 a oggi, cambiano i contesti, gli usi, ma le tradizioni restano le stesse di sempre. Abbiamo voluto dedicare il DOSSIER di questo mese a questi racconti tra passato e presente dove c’è un unico filo conduttore: il mare. Quello visto con gli occhi dei bagnini, di chi sulla pelle ha la salsedine dodici mesi l’anno. Personaggi che sembrano usciti da un film di Fellini: il Divino, Mister OK che con il cinema ha comunque un feeling particolare visto che ha recitato un cameo ne «La Grande Bellezza» di Paolo Sorrentino. Come sembrano usciti da una commedia tutta italiana i protagonisti di ogni estate di Ostia: i fagottari.  Frigobar, tovaglie e frittate in spiaggia…in tempi di crisi non si rinuncia a nulla. Un po’ come la Famiglia Passaguai di Aldo Fabrizi, un po’ come in Domenica d’Agosto di Luciano Emmer, quando il popolo dei bagnanti affolla la Roma-Lido e le strade consolari per compiere il suo assalto al mare. Lambretta, Vespa, 600. Negli anni’50 erano questi i nuovi mezzi di trasporto. Nascono i primi grandi ingorghi non solo sulle strade, ma anche sulle spiagge. Il mare di cinquant’anni fa non è diverso da quello di oggi. Un’atmosfera che non sembra essere cambiata. Con l’arrivo della bella stagione, le nostre cronache non fanno altro che parlare di traffico, parcheggi e caos viabilità. Infine c’è la storia di Capocotta. Entrati nell’immaginario collettivo grazie a Nanni Moretti, quei due chilometri di arenili – i più estesi di tutta Europa- sono tornati nella legalità dopo l’intervento della commissione prefettizia del X municipio. I romani hanno di nuovo la loro spiaggia che adesso è pronta a raccogliere altre e nuove storie.

Buona estate a tutti…
Caterina Dini

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L’estate sta iniziando…

copertina SITO giugno 2016Sotto quale segno parte questa stagione a Ostia? Sono molti i residenti del X municipio che continuano a chiederselo. Alle bizze del tempo, con le temperature che a metà giugno ancora non convincono, c’è l’incertezza di un’estate che stenta a partire anche sul piano pratico. La linea di legalità che sta seguendo la commissione dei tre prefetti a Ostia sta portando ai numerosi sequestri nelle strutture balneari, le cui concessioni sono sotto la lente di ingrandimento dell’amministrazione locale. Nel nostro dossier di questo mese facciamo una fotografia della situazione che il litorale romano sta vivendo. Una stagione, quella estiva, che dovrebbe rappresentare il rilancio di questa parte di Roma e allo stesso tempo anche il riscatto. Castel Porziano e Capocotta ripartono a singhiozzo. Demolite le strutture abusive, si dovranno riattivare tutti i servizi e si dovrà necessariamente pensare alla salvaguardia del patrimonio delle dune, una risorsa e un patrimonio per questo territorio. Poi c’è tutto quell’aspetto legato al mondo del mare. Dai continui controlli della Capitaneria di Porto alle emergenze per chi naviga. Ringrazio personalmente a questo proposito, il comandante della Guardia Costiera di Roma e Fiumicino Fabrizio Ratto Vaquer per averci concesso in esclusiva  un’intervista a 360 gradi sui progetti in corso e sullo sviluppo futuro della nostra costa. Lo speriamo anche noi che sia bella come quella di Sabaudia. E, infine, le nostre acque. A Focene spetta la maglia nera mentre Ostia sembra cavarsela, tra avvistamenti squali e splendidi delfini. In tutto questo, giugno è anche il mese delle elezioni. Lo scorso numero abbiamo parlato di politica. Questa volta, ci limitiamo a formulare al nuovo sindaco gli auguri di buon lavoro. E che non si dimentichi di noi, del X municipio, di Ostia. Perché noi siamo il mare di Roma, uno degli angoli più belli della città eterna.

 Caterina Dini

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Tutti al voto (o quasi)…

Icopertina bassa ris maggio2016 tempi cambiano, come cambia la politica. O viceversa. In questo gioco di rincorse, ci troviamo a poche settimane dall’appuntamento elettorale che darà a Roma il suo nuovo sindaco. Il 34esimo della storia dell’Urbe, dal 1870, data del passaggio della Capitale dallo Stato Pontificio al Regno d’Italia. La città più bella del mondo esce a pezzi da anni di mala gestione e malgoverno, umiliata dalla politica connivente con il malaffare, e l’inchiesta “Mafia Capitale” è il punto più basso toccato da chi ha amministrato  Roma e i romani. La caduta di Ignazio Marino ha poi portato un’ulteriore instabilità ai progetti di sviluppo dell’area metropolitana e i cittadini oggi si trovano senza fiducia da riporre nella politica. A qualche manciata di giorni dal voto, ci troviamo a dover decidere tra le speranze degli astri nascenti e gli schemi consolidati della classe dirigente con alle spalle già una navigazione di lungo corso. Puntare sul nuovo o confermare il classico? Questa è la domanda che fa anche impazzire perfino opinionisti ed esperti di analisi. Il nostro dovere di informare ci impone una netta presa di distanze da ogni tipo di ideologia, ma allo stesso tempo ci impone il compito di entrare nella notizia e far capire ai lettori/elettori i programmi e i progetti di chi andrà a governarci. Secondo la normativa vigente, la nostra campagna di pubblicità elettorale che troverete all’interno della nostra rivista è stata indirizzata a tutti i candidati sindaci e consiglieri di ogni schieramento politico, come espresso dall’avviso pubblicato sul numero di Duilio del mese scorso. Questo però non ci vieta la discrezionalità di fare un approfondimento giornalistico su quelle che sono le promesse fatte da chi è in corsa per il Campidoglio. Il ruolo di critica dei nostri articoli resta uno dei presupposti su cui ci siamo mossi. Le stesse domande che ci poniamo affrontando la realtà del X municipio, l’unico della capitale che non andrà al voto perché commissariato per mafia. Ma gli stessi residenti però potranno votare per il sindaco e i vari consiglieri, molti dei quali che hanno il bacino di voti proprio sul litorale. Un meccanismo un po’ farraginoso e kafkiano, certamente. Al futuro primo cittadino auguriamo un buon lavoro. Roma ha bisogno di persone oneste e di buona volontà. Di cittadini che contribuiscano al bene comune. E di politici che sappiano rispettare la parola data. Per il resto…a voi, la scelta.

Caterina Dini

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Tutto il bello che c’è

StampaOstia, il suo mare, le sue albe e i suoi tramonti. Uno spettacolo gratuito e senza fine. È un viaggio per immagini il dossier di DUILIO di questo mese. Un percorso alla scoperta di tutto il bello che un territorio come il nostro è in grado di offrire, senza nulla chiedere in cambio se non il rispetto del suo paesaggio e… dei suoi cittadini. La pineta di Castelfusano, il fiume Tevere e la sua foce, le oasi protette e le sterminate distese delle spiagge di Castelporziano e Capocotta. Giustizia e bellezza sono i due cardini per descrivere quest’altra faccia del litorale, che negli ultimi tempi è balzato agli onori delle cronache nazionali per la sua immagine peggiore tra inchieste giudiziarie, commissariamenti per mafia, abusi e criminalità. Ecco, invece l’altro suo volto. Quello che ha fatto innamorare perfino una studiosa e ricercatrice spagnola che ha coniato un nuovo colore che porta il nome di Ostia. Lo stesso scenario che ha incantato i maestri del nostro cinema che lo hanno scelto come set dei loro film che sono poi diventati degli autentici capolavori. Portiamo alla ribalta, attraverso i nostri reportage fotogiornalistici, questa storia sconosciuta ai più. Vere e proprie cartoline e un invito che possa dare il benvenuto ai turisti. «Nelle città senza mare, chissà a cosa si rivolge la gente per ritrovare il proprio equilibrio», si chiedeva la scrittrice giapponese Banana Yoshimoto. Ad altri, invece, basta fermare la macchina al Curvone, sedersi sul muretto e stare in silenzio. Noi abbiamo questa fortuna.

Caterina Dini

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La perenne emergenza

copertina marzoCi aiutate? Stiamo affondando». Una voce femminile chiede aiuto in inglese, via radio, da un punto imprecisato del Mediterraneo. Il dossier di questo mese ci fa toccare con mano la portata gigantesca e drammatica del flusso migratorio attuale, dall’Africa verso i confini europei. Ricorriamo all’attualità, anche questa volta, per tentare di entrare in questa nuova prospettiva che abbatte le frontiere e dovrebbe renderci tutti più aperti, più multietnici e multirazziali. Ma è sempre così? Un’inchiesta, la nostra, che è sintesi di sentimenti, di rapporti, dell’idea di una società diversa. Un movimento di dimensioni bibliche che dai paesi devastati dai conflitti arriva sulle nostre coste. Persone che scappano da guerre e miserie e che hanno trovato rifugio anche sul nostro litorale. Solo poche settimane fa, l’arrivo dei “corridoi umanitari” che la Comunità di Sant’Egidio ha fatto sbarcare all’aeroporto di Fiumicino. 93 persone, di cui 41 bambini. Quattro, cinque anni come Hassan che ha il sogno di diventare calciatore. Parleremo di lui ma anche dell’atteggiamento di tanti lidensi che convivono con gli stranieri più o meno integrati. Le scuole, altro luogo cruciale dove si formano le coscienze e si insegna il rispetto. Faremo un viaggio nella Moschea di Ostia e incontreremo la comunità ortodossa con la chiesa, da poco in funzione, sulla via Ostiense a Casal Bernocchi. Affronteremo anche la tematica delle ombre che si annidano dietro il fenomeno migratorio. Dai clandestini dell’ex colonia Vittorio Emanuele all’allarme sicurezza a Lido Centro, senza trascurare l’evasione fiscale delle attività commerciali su cui la Guardia di Finanza sta lavorando. Eccolo il nostro numero di Marzo che è un omaggio anche a Gianfranco Rosi, vincitore nella Berlino della Merkel del Leone D’Oro. Ritorna Lampedusa, dove la parola “emergenza” non ha più senso. Perché qui come altrove, tutti i giorni c’è un’emergenza.

Caterina Dini

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