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Un nuovo anno di speranza

Speranza. Una parola che racchiude tutto quello che vorremmo per il futuro per cancellare questo 2020 terribile che ci lasciamo alle spalle. L’anno della pandemia, del virus che ci ha tolto una delle cose più belle: gli abbracci, oltre che gran parte della nostra libertà. È anche l’anno della perdita di persone che sono state importanti per il nostro territorio e, allo stesso tempo, veri amici del nostro giornale. Da Peppino Ciotoli, che ha fatto parte della storia di Ostia, a Pino Scaccia, maestro di giornalismo e molto legato alla nostra redazione: l’inviato del Tg1 che ha portato il nome del Lido nel mondo mentre raccontava tragedie, disgrazie e cronache del mondo contemporaneo. Il dolore non si attenua ma per provare a sopravvivere ad esso noi di Duilio abbiamo deciso di cancellare tutto il brutto di quest’anno che si sta chiudendo e di dedicare il calendario di questo 2021 alla “bellezza”. Si alla “Grande Bellezza” del nostro territorio, quella costruita negli anni d’oro dagli architetti storici. Dai “villini” di Adalberto Libera al “Palazzo del Pappagallo”, dal palazzetto della Posta a quello del Governatorato: una passeggiata virtuale tra le meraviglie architettoniche della nostra città. E, cogliamo l’occasione, proprio per ringraziare gli architetti di Ostia, e in particolare Fabrizio Properzi, per aver sostenuto questo nostro progetto che ha l’obiettivo della divulgazione culturale e dell’approfondimento storico. Da oltre trent’anni – e questo 2021 sarà il 30esimo anno di Duilio – crediamo nella cultura e nei valori del sapere. Speranza, dicevamo: affinché questo 2021, che inconsciamente si porterà dietro il fardello di tante aspettative da parte nostra, ci possa tornare a regalare salute, viaggi e carezze. E saranno le emozioni più grandi mai provate.

Auguri, dunque, a tutti noi per una nuova “rinascita”.

Caterina Dini

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L’ultimo Mattatore

Grazie Gigi. Abbiamo voluto fare di questo numero di Duilio, un omaggio a Proietti. Dopo gli speciali in ricordo di Alberto Sordi e Federico Fellini – di cui in questo 2020 ricade l’anniversario dei cento anni dalla nascita – abbiamo voluto ricordare a pochi giorni dalla morte l’attore romano che tanto ha dato alla Capitale, ma anche al nostro territorio. Proietti è sempre stato legato al litorale. Fin dai primi film, a cominciare da Casotto dei fratelli Citti e per concludere con le sue fiction da ascolti record. “Una pallottola nel cuore” dove interpretava il giornalista de Il Messaggero Palmieri è stata girata per gran parte all’interno del borgo medioevale di Ostia Antica. Abbiamo riportato i ricordi di chi li ha vissuti quei giorni. Da chi lo ha servito al tavolo al ristorante durante una pausa del set, a chi lo ha visto aggirarsi, affascinato tra le vie intorno al Castello di Giulio II. «Non lo dimenticherò mai», dice alle nostre pagine, Mauro Franzolin il gestore del VI Cancello che ha ospitato le riprese di “Un’estate al Mare”. Una vita per il teatro e nel sociale, quella di Proietti, impegnato nel racconto dei quartieri popolari («Nacqui dietro a via Giulia, e poi il Tufello mi ha dato tutto»). Come Dragona, da dove è partito Enrico Brignano suo allievo nella scuola di recitazione e oggi grande attore, anche lui. «È stato un secondo padre», dice nell’intervista. Così come lo ricorda con commozione e ammirazione, Enzo Salvi, ostiense doc che con Proietti ha recitato proprio in “Un’estate al Mare”. Quando lo andava a trovare in camerino, Federico Fellini esclamava sempre con spirito di ammirazione: «Come stai, Giggiaccio?». Se ne è andato all’improvviso, senza avvertire, Gigi Proietti. Commossi tutti noi abbiamo dato l’addio a un grande personaggio colto e popolare: il più scespiriano dei nostri giullari, il più chansonnier dei nostri artisti, il più brechtian-petroliniano dei nostri mattatori. Un simbolo per Roma, un esempio per tutti noi.

Grazie Gigi…

Caterina Dini

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Il Peso della Politica

Promesse da marinaio. Avremmo potuto chiamare così il dossier di questo mese di ottobre.  Duilio Litorale, ancora una volta, pone al centro del suo lavoro l’approfondimento e la ricerca  giornalistica. Con il territorio, sempre in primo piano. Ecco, perché abbiamo deciso di lavorare –  a pochi mesi dalle elezioni – su tutto quello che negli anni è stato promesso, ma mai realizzato.  Abbiamo focalizzato la nostra attenzione sulle grandi opere, perché ragionare anche sui piccoli  e infiniti annunci pre-elettorali sarebbe stato troppo complicato. Abbiamo così prediletto gli  interventi concreti, quelli bipartisan, quelli che non hanno colore politico e che tutti i residenti del X Municipio chiedono da anni, a prescindere dalla loro opinione di voto. Temi come la  sicurezza stradale – e Cristoforo Colombo e via Ostiense sono oggetto da decenni di proclami  mai realizzati – sono di tutti, non appartengono a tizio o a caio. Non è una questione partitica,  ma di buon governo che – fino a oggi – almeno non c’è stato per Ostia e i suoi quartieri limitrofi.  È vero non possiamo celare nemmeno l’altro grande responsabile di ritardi, inadempimenti e  blocchi, vale a dire la burocrazia. Ma, soprattutto sui progetti che passiamo in disamina in  questo dossier, crediamo nella mancanza di peso della politica. Recupero dell’ex Gil e sgombero  della Vittorio Emanuele, per fare un altro esempio, erano progetti già impostati e a  un passo dalla fase esecutiva, come annunciò il prefetto Domenico Vulpiani, all’epoca capo della commissione straordinaria che guidava il X Municipio. E poi? Perché Roma Capitale e il  Campidoglio  – durante quegli annunci era presente anche la sindaca Raggi – non hanno  proseguito su quella strada? Che fine hanno fatto progetti, soldi, risorse impiegate e  inutilizzate? Si, questa volta i nostri toni sono un po’ più duri del solito perché in fondo c’è un pizzico di indignazione di fronte a tanto spreco. Lo diciamo da cittadini, prima che da giornalisti. E crediamo che – una volta sfogliato tutto il nostro giornale – a indignarsi saranno soprattutto i  nostri lettori.

Caterina Dini

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Voglia di Ripartire

Che strana estate, quella appena trascorsa… anche per il nostro territorio. Era iniziata con la voglia di respirare l’aria del dopo-lockdown, di uscire in strada, di festeggiare l’inizio della bella stagione con un tuffo, si è conclusa – in un batter d’occhio – tra l’allarme dei focolai post ferragosto che a Ostia hanno creato un aumento dei casi e la preoccupazione dei mesi che verranno. Primo step nell’agenda delle famiglie, quello dell’inizio dell’anno scolastico. Ogni anno, noi di Duilio Litorale abbiamo dedicato il numero di settembre alla scuola. In anni passati abbiamo raccontato le speranze e le prospettive di studenti e insegnanti. Stavolta ci troviamo a dover fare – da cronisti in prima linea – il resoconto dell’emergenza della didattica al tempo del Covid. Un viaggio tra le criticità che inevitabilmente ci saranno. Lo ha ammesso anche la sindaca Raggi in una recente visita a Ostia: «Siate clementi», ha detto a giornalisti e famiglie. Già perché il problema della scuola è un problema che tocca genitori, nonni, figli: l’organizzazione della vita domestica. Lo scoglio più difficile sarà sicuramente la carenza di aule. Per permettere il distanziamento sociale occorrono più banchi monoposto e dunque in classe ci dovranno essere meno studenti. E gli altri? È corsa contro il tempo per reperire nuovi spazi. Ma – come denunciamo in uno dei nostri servizi – ci sarebbero tante opportunità che al momento vivono una fase di stallo e che avrebbero potuto risolvere il problema: da alcuni locali della Vittorio Emanuele, all’ex Gil – il cui progetto di riqualificazione è fermo – fino agli immobili di via dei Basaldella. L’amministrazione del X Municipio ha, per ora, previsto l’utilizzo solo dell’ex mercato di San Fiorenzo, dove sorgeva la ludoteca “Chiqui Park”. Parleremo poi dei nostri problemi come: pista ciclabile e canale dei Pescatori. Ci mancava solo il virus a peggiorare le cose. Proviamo a ripartire, insieme… ma a distanza.

Caterina Dini

 

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Voglia di Futuro

Riprendiamo in mano la nostra vita, torniamo a “rivivere” l’estate. Abbiamo tutta la voglia di normalità e questo numero di Duilio Litorale segna il passo e racconta come sarà la calda stagione al tempo del coronavirus. La pandemia non l’abbiamo ancora lasciata alle spalle, purtroppo, ma questo non deve impedirci – con tutte le prudenze del caso – di andare avanti. Sarà un’estate un po’ diversa, dove saremo in molti a trascorrerla sul territorio e saremo in tanti, ancora una volta a scegliere il mare di Ostia dove tuffarci e dimenticarci – anche solo per un attimo – stress e problemi quotidiani. Abbiamo pensato a questo numero di luglio e agosto come una sorta di vademecum sugli eventi dell’estate. Una guida per offrire spunti su come trascorrere una calda notte agostana in maniera diversa, sempre mantenendo le distanze e in piena sicurezza. L’appuntamento dell’estate 2020 più importante è sicuramente l’arena cinematografica. Nata da un’intuizione di un lungimirante imprenditore come Giuseppe Ciotoli, che tanto ha dato e continua a dare al nostro territorio, il Drive-In – stile anni’60 e intitolato all’attore Paolo Ferrari – sarà sicuramente un punto di ritrovo per tanti giovani e tante famiglie, oltre a essere un’iniziativa destinata a rimanere nella storia della città, quanto il suo papà, Peppino e il suo “fratello maggiore”, Cineland. A proposito di cinema, al porto turistico prenderà il via, per la terza estate consecutiva, il Cinema America. Anche il teatro romano di Ostia Antica prova a tornare agli antichi fasti delle estati che furono. Riprenderà e durerà fino a settembre, il festival di Ostia Antica, con una rassegna di spettacoli ad hoc che porteranno all’interno degli scavi tantissimi volti noti: attori impegnati e comici da cabaret. Ce ne sarà per tutti i gusti. Vivere il territorio significa questo: assistere a uno spettacolo in quel gioiello di Ostia Antica oppure uscire in barca nel mare del Lido e sperare nell’incontro con qualche delfino. Ci lasceremo cullare dalle onde e incantare dalle sirene. Perché tutti noi abbiamo ancora tanta, tanta voglia di… futuro.

Buona Estate!
Caterina Dini

 

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Si Riparte…

“Ostia, città ri-Aperta” è il titolo del nostro dossier. Un numero da collezione, potremmo definirlo senza scadere nell’autoreferenzialità. Unico perché è quello che racconta la ripartenza vera del nostro territorio, quasi a segnare una nuova rinascita dopo quella della bonifica. Con i numeri dei mesi scorsi abbiamo raccontato tutte le fasi di questa emergenza: dalla quarantena, ai primi allentamenti del lockdown fino a questa nuovo periodo che ci avvicina alla libertà. Come è nostra consuetudine abbiamo “scavato” nel territorio e trovato le storie di chi sta ricominciando. Le emozioni di chi ha alzato dopo tanto tempo la saracinesca della propria attività commerciale, sia essa un ristorante, un bar, una gelateria. Il coraggio di imprenditori lungimiranti che hanno saputo affrontare la crisi e che ora chiedono cose semplici: servizi migliori, più pulizia, meno atti burocratici. Situazioni che dovrebbero essere ordinarie ma che in realtà nel X Municipio, come nel resto di Roma, restano irrisolte. Noi siamo qui a raccontare i disservizi, ma anche i progetti che questa amministrazione ha in cantiere. L’assessore Alessandro Ieva illustra ai lettori di Duilio quella che sarà l’estate sulle spiagge di Ostia, tra distanziamento sociale e App per monitorare gli ingressi. I balneari provano a salvare la stagione: gli stabilimenti hanno riaperto e si sono riuniti in un’unica nuova sigla che li racchiude tutti. E tra le tante incertezze di quest’estate al tempo del coronavirus, c’è una certezza: che a Ostia si può andare al mare in sicurezza. Gli albergatori, invece, lanciano il loro grido d’allarme e sperano nella riapertura delle frontiere e dei romani che possano trascorrere le loro vacanze ad Ostia. E per tutti c’è il sogno di far ritornare il nostro territorio a quella bellezza che fu negli anni’60, quando era considerata una delle mete di villeggiatura per molti. Questa è la nostra speranza.

Caterina Dini

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Un Mare di Solidarietà

“Il grande cuore di Ostia”, abbiamo voluto così titolare questo numero di Duilio, il secondo dedicato all’emergenza sanitaria che tutto il mondo sta vivendo. Dopo aver raccontato, attraverso le vostre storie, la quarantena dovuta al Covid-19 ora affrontiamo altri sentimenti: quelli della solidarietà e della generosità, caratteristiche del nostro dna. Questa pandemia è riuscita anche a far emergere ancora di più il senso di comunità dei cittadini del X Municipio. Su questo tema non ci sono state barriere né divisioni: tutti uniti per aiutare davvero chi ha bisogno. A Ostia, i commercianti hanno dato il via a una vera catena di solidarietà. Partita a ridosso della Pasqua e che tutt’ora continua. I negozianti di Ostia Nuova, la parte più vera e coriacea del Lido, hanno organizzato la consegna di generi alimentari e uova di Pasqua per i bambini dell’Idroscalo. Altri esercenti hanno donato – e continuano a farlo – quello che possono: chi una pizza, chi una colazione, chi una lasagna per la domenica. Destinatarie sono le famiglie danneggiate dalla pandemia, ridotte sul lastrico dal lockdown che ha bloccato imprese e attività commerciali. È un viaggio, quello che ci apprestiamo fare, tra le storie di persone di “buona volontà”. C’è chi in prima linea consegna i pasti alla Caritas, chi come la chiesa e il comitato di quartiere di Ostia Antica si danno un gran da fare per chi è solo e per chi non riesce ad arrivare alla fine del mese. Chi sta ancora attendendo la cassa integrazione. Vogliamo, però, lanciare anche un messaggio di speranza: che questa possa essere la luce che penetri il buio di questo momento. Sono le parole del professor Francesco Le Foche, responsabile del Day Hospital di immunoinfettivologia de Policlinico Umberto I di Roma: «Il virus sta perdendo la sua stabilità, grazie al distanziamento sociale. I nostri comportamenti fondamentali per allontanare il virus». Eccola la nostra speranza. Con la voglia di tornare presto a tuffarci nel nostro bellissimo mare e di assaporare quel senso di libertà che in questi mesi abbiamo purtroppo un po’ perduto.

Caterina Dini

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Restiamo a casa…

“Restiamo a casa”, quante volte abbiamo dovuto sentire (e imporci) questa frase nelle ultime  settimane? Tante, troppe. Ed eccoci qui. Anno 2020, nel mezzo di una pandemia che non solo ci impedisce di uscire ma ci priva degli affetti più cari. Non potevamo essere noi a girarci dall’altra parte. Così abbiamo organizzato con tutta la redazione un numero interamente dedicato a questa «quarantena». Grazie a Canale Dieci, l’emittente tv che ha raccolto il nostro appello e ci ha aiutato dimostrando ancora una volta di rappresentare sul territorio la voce di tutti, abbiamo chiesto a voi cittadini di inviarci le vostre storie su come state trascorrendo queste giornate “casalinghe”. Eccole raccolte, in questo numero confezionato ad hoc per voi. C’è chi si divide tra famiglia e lavoro, chi finalmente ne approfitta per dedicarsi alla lettura dei libri impolverati su uno scaffale della libreria, chi si affaccia al balcone e respira il profumo di questa primavera che, mai come quest’anno, è esplosa in tutti suoi colori. E c’è chi, infine, si chiede se quando tutto  sarà finito un po’ ci mancherà questa quarantena. Non lo sappiamo…
Sappiamo che noi abbiamo continuato a fare il nostro lavoro, con la stesso spirito e con maggiore consapevolezza, anche se con un pizzico di tristezza in fondo al cuore. Le vostre storie sono le nostre storie, da sempre. Da oltre trent’anni, quando abbiamo iniziato a raccontare la storia della nostra città. “Raccontare il territorio in cui si vive è un privilegio”, lo abbiamo sempre sostenuto. E non potevano non farlo in questo momento così complicato per tutti. Non volevamo e non potevamo lasciare soli i nostri lettori che da anni ci sostengono. Sperando che tutto questo possa finire al più presto per lasciarci tutto alle spalle. Lasciateci (anche se lo faremo in una pagina a loro dedicata), ringraziare da parte mia e di tutta la redazione di Duilio i medici, gli infermieri e tutti gli operatori sanitari dell’ospedale Grassi di Ostia in modo particolare. Per il lavoro che svolgono insieme alle migliaia di piccoli eroi del quotidiano che nonostante l’emergenza portano avanti il Paese. Grazie a loro, e grazie a voi che ci leggerete e vi leggerete. È un numero “storico” se vogliamo anche questo. Con l’augurio che tutto possa ripartire al più presto, che torneremo a quella normalità un po’ cambiata e forse molto migliorati… e che potremmo finalmente tornare tutti ad abbracciarci.

E sarà il più bello di sempre!

Caterina Dini

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Orgoglio di Casa Nostra

Non è un momento facile quello che stiamo vivendo. L’epidemia che sta colpendo il nostro Paese sta avendo effetti devastanti, oltre che sulla salute delle persone, anche sull’economia.
Le aziende sono in crisi e molti posti di lavoro a rischio. Prima del diffondersi della malattia, avevamo pensato a un numero che valorizzasse il nostro territorio.
Ecco, alla luce di ciò che sta accadendo speriamo questo possa essere una vetrina per tutti questi prodotti e tutte queste aziende “Made in Ostia”.
Un piccolo contributo – a modo nostro – per poter sperare in un rilancio dell’economia locale. Ce lo auguriamo con tutto il cuore! A darci lo spunto per questo numero è stata la decisione della commissione turismo del X Municipio di voler istituire il marchio DOM10, letteralmente “Di  Origine del Municipio 10”. Una sigla che però andrà a racchiudere tutte le eccellenze del nostro patrimonio eno-gastronimico.
Tutto in linea con la campagna lanciata da Coldiretti a sostegno del Made in Italy: Quello che possiamo fare attivamente è sostenere le aziende, comprare agroalimentare italiano, non fermare la nostra economia ma sostenere le nostre eccellenze agroalimentarti ed i nostri agricoltori.
Così abbiamo deciso di ripercorrere quelle che sono le prelibatezze a “chilometro zero”. Dalle telline dei pescatori del Borghetto che attirano migliaia di romani (e non solo d’estate) al pesce del nostro mare. Quello “azzurro” che offre il Tirreno, quello povero ma ricco di gusto e fattori benefici per il nostro organismo e che viene pescato proprio al largo della nostra costa. C’è anche la campagna, quella di Ostia Antica per esempio. Qui sono immersi agriturismi e ristoranti che offrono cucina “bio” e tutta “produzione propria”. Uova, verdure, ma anche il pane e la pasta fatta in casa.
Ristoranti che sono laboratori e delizia per il palato. È la bellezza della nostra terra.
Non ci facciamo mancare nemmeno il dolce: i Krapfen di piazza Anco Marzio. Con la famiglia Paglia, Roma riscopre il sapore di questi bomboloni dal cuore di crema, di marmellata o di cioccolato e la domenica si fa la fila per conquistarne uno. Un mito tutto ostiense.
È il nostro omaggio a questa città, agli artigiani del gusto, alle aziende che lo meritano. E che mai come in questo momento ne hanno davvero bisogno.

Caterina Dini

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La voce dei cittadini

S.o.s. quartieri. In questo numero di Duilio Litorale siamo ritornati a mettere sotto la lente di ingrandimento il territorio del X Municipio, attraverso la voce dei comitati di quartiere, di quei cittadini che ogni giorno si impegnano per migliorare la qualità della vita nella propria zona. Talvolta affiancando le istituzioni, altre volte – invece – costretti a sostituirsi ad esse. Sono le “sentinelle” del territorio, pronti a portare istanze e richieste sulla scrivania dell’amministrazione. Collaborano con le istituzioni e non si arrendono davanti alle difficoltà. Come è il caso dei volontari della Protezione Civile a cavallo: gli “angeli” di Castel Fusano, come li ha definiti la stampa. Uomini e donne in prima linea contro la prevenzione degli incendi che, però, sono stati “sfrattati” dal Campidoglio. Ne è nata una mobilitazione per questi volontari che hanno difeso con le unghie e con i denti il polmone verde della Capitale e ora per loro si sta cercando la sistemazione in una nuova sede. Compiremo, poi, un vero viaggio nei quartieri di Ostia: a Lido Centro, per esempio, che dal degrado prova a rinascere grazie al comitato di quartiere e all’imprenditoria locale con musiche anni’50 ed eventi. Ci spostiamo, poi, sul lungomare dove – a proposito di rinascita – sta prendendo il via, tra alti e bassi, il piano di riqualificazione della passeggiata a mare di Ponente. Anche se le palme a rischio vento non sembrano mettere tutti d’accordo. Parentesi a parte, poi il centro. In piazza Anco Marzio raccogliamo le lamentele delle associazioni cittadine e dei commercianti che vedono l’isola pedonale invasa da ambulanti e incivili, perdendo un po’ di quel fascino da “salotto” che fino a qualche tempo fa la contraddistingueva. Tappa finale, l’entroterra. Due frazioni vicine ma contrapposte: Ostia Antica, considerata il gioiello del X Municipio seppur con le sue problematiche e Acilia, dove rifiuti e degrado sociale sono i tratti caratterizzanti di questo quartiere. Il nostro obiettivo era quello di dare voce ai cittadini. Una mission che portiamo avanti da oltre trent’anni. E speriamo di esserci riusciti anche stavolta.

Caterina Dini

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