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Si Riparte…

“Ostia, città ri-Aperta” è il titolo del nostro dossier. Un numero da collezione, potremmo definirlo senza scadere nell’autoreferenzialità. Unico perché è quello che racconta la ripartenza vera del nostro territorio, quasi a segnare una nuova rinascita dopo quella della bonifica. Con i numeri dei mesi scorsi abbiamo raccontato tutte le fasi di questa emergenza: dalla quarantena, ai primi allentamenti del lockdown fino a questa nuovo periodo che ci avvicina alla libertà. Come è nostra consuetudine abbiamo “scavato” nel territorio e trovato le storie di chi sta ricominciando. Le emozioni di chi ha alzato dopo tanto tempo la saracinesca della propria attività commerciale, sia essa un ristorante, un bar, una gelateria. Il coraggio di imprenditori lungimiranti che hanno saputo affrontare la crisi e che ora chiedono cose semplici: servizi migliori, più pulizia, meno atti burocratici. Situazioni che dovrebbero essere ordinarie ma che in realtà nel X Municipio, come nel resto di Roma, restano irrisolte. Noi siamo qui a raccontare i disservizi, ma anche i progetti che questa amministrazione ha in cantiere. L’assessore Alessandro Ieva illustra ai lettori di Duilio quella che sarà l’estate sulle spiagge di Ostia, tra distanziamento sociale e App per monitorare gli ingressi. I balneari provano a salvare la stagione: gli stabilimenti hanno riaperto e si sono riuniti in un’unica nuova sigla che li racchiude tutti. E tra le tante incertezze di quest’estate al tempo del coronavirus, c’è una certezza: che a Ostia si può andare al mare in sicurezza. Gli albergatori, invece, lanciano il loro grido d’allarme e sperano nella riapertura delle frontiere e dei romani che possano trascorrere le loro vacanze ad Ostia. E per tutti c’è il sogno di far ritornare il nostro territorio a quella bellezza che fu negli anni’60, quando era considerata una delle mete di villeggiatura per molti. Questa è la nostra speranza.

Caterina Dini

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Un Mare di Solidarietà

“Il grande cuore di Ostia”, abbiamo voluto così titolare questo numero di Duilio, il secondo dedicato all’emergenza sanitaria che tutto il mondo sta vivendo. Dopo aver raccontato, attraverso le vostre storie, la quarantena dovuta al Covid-19 ora affrontiamo altri sentimenti: quelli della solidarietà e della generosità, caratteristiche del nostro dna. Questa pandemia è riuscita anche a far emergere ancora di più il senso di comunità dei cittadini del X Municipio. Su questo tema non ci sono state barriere né divisioni: tutti uniti per aiutare davvero chi ha bisogno. A Ostia, i commercianti hanno dato il via a una vera catena di solidarietà. Partita a ridosso della Pasqua e che tutt’ora continua. I negozianti di Ostia Nuova, la parte più vera e coriacea del Lido, hanno organizzato la consegna di generi alimentari e uova di Pasqua per i bambini dell’Idroscalo. Altri esercenti hanno donato – e continuano a farlo – quello che possono: chi una pizza, chi una colazione, chi una lasagna per la domenica. Destinatarie sono le famiglie danneggiate dalla pandemia, ridotte sul lastrico dal lockdown che ha bloccato imprese e attività commerciali. È un viaggio, quello che ci apprestiamo fare, tra le storie di persone di “buona volontà”. C’è chi in prima linea consegna i pasti alla Caritas, chi come la chiesa e il comitato di quartiere di Ostia Antica si danno un gran da fare per chi è solo e per chi non riesce ad arrivare alla fine del mese. Chi sta ancora attendendo la cassa integrazione. Vogliamo, però, lanciare anche un messaggio di speranza: che questa possa essere la luce che penetri il buio di questo momento. Sono le parole del professor Francesco Le Foche, responsabile del Day Hospital di immunoinfettivologia de Policlinico Umberto I di Roma: «Il virus sta perdendo la sua stabilità, grazie al distanziamento sociale. I nostri comportamenti fondamentali per allontanare il virus». Eccola la nostra speranza. Con la voglia di tornare presto a tuffarci nel nostro bellissimo mare e di assaporare quel senso di libertà che in questi mesi abbiamo purtroppo un po’ perduto.

Caterina Dini

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Restiamo a casa…

“Restiamo a casa”, quante volte abbiamo dovuto sentire (e imporci) questa frase nelle ultime  settimane? Tante, troppe. Ed eccoci qui. Anno 2020, nel mezzo di una pandemia che non solo ci impedisce di uscire ma ci priva degli affetti più cari. Non potevamo essere noi a girarci dall’altra parte. Così abbiamo organizzato con tutta la redazione un numero interamente dedicato a questa «quarantena». Grazie a Canale Dieci, l’emittente tv che ha raccolto il nostro appello e ci ha aiutato dimostrando ancora una volta di rappresentare sul territorio la voce di tutti, abbiamo chiesto a voi cittadini di inviarci le vostre storie su come state trascorrendo queste giornate “casalinghe”. Eccole raccolte, in questo numero confezionato ad hoc per voi. C’è chi si divide tra famiglia e lavoro, chi finalmente ne approfitta per dedicarsi alla lettura dei libri impolverati su uno scaffale della libreria, chi si affaccia al balcone e respira il profumo di questa primavera che, mai come quest’anno, è esplosa in tutti suoi colori. E c’è chi, infine, si chiede se quando tutto  sarà finito un po’ ci mancherà questa quarantena. Non lo sappiamo…
Sappiamo che noi abbiamo continuato a fare il nostro lavoro, con la stesso spirito e con maggiore consapevolezza, anche se con un pizzico di tristezza in fondo al cuore. Le vostre storie sono le nostre storie, da sempre. Da oltre trent’anni, quando abbiamo iniziato a raccontare la storia della nostra città. “Raccontare il territorio in cui si vive è un privilegio”, lo abbiamo sempre sostenuto. E non potevano non farlo in questo momento così complicato per tutti. Non volevamo e non potevamo lasciare soli i nostri lettori che da anni ci sostengono. Sperando che tutto questo possa finire al più presto per lasciarci tutto alle spalle. Lasciateci (anche se lo faremo in una pagina a loro dedicata), ringraziare da parte mia e di tutta la redazione di Duilio i medici, gli infermieri e tutti gli operatori sanitari dell’ospedale Grassi di Ostia in modo particolare. Per il lavoro che svolgono insieme alle migliaia di piccoli eroi del quotidiano che nonostante l’emergenza portano avanti il Paese. Grazie a loro, e grazie a voi che ci leggerete e vi leggerete. È un numero “storico” se vogliamo anche questo. Con l’augurio che tutto possa ripartire al più presto, che torneremo a quella normalità un po’ cambiata e forse molto migliorati… e che potremmo finalmente tornare tutti ad abbracciarci.

E sarà il più bello di sempre!

Caterina Dini

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Orgoglio di Casa Nostra

Non è un momento facile quello che stiamo vivendo. L’epidemia che sta colpendo il nostro Paese sta avendo effetti devastanti, oltre che sulla salute delle persone, anche sull’economia.
Le aziende sono in crisi e molti posti di lavoro a rischio. Prima del diffondersi della malattia, avevamo pensato a un numero che valorizzasse il nostro territorio.
Ecco, alla luce di ciò che sta accadendo speriamo questo possa essere una vetrina per tutti questi prodotti e tutte queste aziende “Made in Ostia”.
Un piccolo contributo – a modo nostro – per poter sperare in un rilancio dell’economia locale. Ce lo auguriamo con tutto il cuore! A darci lo spunto per questo numero è stata la decisione della commissione turismo del X Municipio di voler istituire il marchio DOM10, letteralmente “Di  Origine del Municipio 10”. Una sigla che però andrà a racchiudere tutte le eccellenze del nostro patrimonio eno-gastronimico.
Tutto in linea con la campagna lanciata da Coldiretti a sostegno del Made in Italy: Quello che possiamo fare attivamente è sostenere le aziende, comprare agroalimentare italiano, non fermare la nostra economia ma sostenere le nostre eccellenze agroalimentarti ed i nostri agricoltori.
Così abbiamo deciso di ripercorrere quelle che sono le prelibatezze a “chilometro zero”. Dalle telline dei pescatori del Borghetto che attirano migliaia di romani (e non solo d’estate) al pesce del nostro mare. Quello “azzurro” che offre il Tirreno, quello povero ma ricco di gusto e fattori benefici per il nostro organismo e che viene pescato proprio al largo della nostra costa. C’è anche la campagna, quella di Ostia Antica per esempio. Qui sono immersi agriturismi e ristoranti che offrono cucina “bio” e tutta “produzione propria”. Uova, verdure, ma anche il pane e la pasta fatta in casa.
Ristoranti che sono laboratori e delizia per il palato. È la bellezza della nostra terra.
Non ci facciamo mancare nemmeno il dolce: i Krapfen di piazza Anco Marzio. Con la famiglia Paglia, Roma riscopre il sapore di questi bomboloni dal cuore di crema, di marmellata o di cioccolato e la domenica si fa la fila per conquistarne uno. Un mito tutto ostiense.
È il nostro omaggio a questa città, agli artigiani del gusto, alle aziende che lo meritano. E che mai come in questo momento ne hanno davvero bisogno.

Caterina Dini

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La voce dei cittadini

S.o.s. quartieri. In questo numero di Duilio Litorale siamo ritornati a mettere sotto la lente di ingrandimento il territorio del X Municipio, attraverso la voce dei comitati di quartiere, di quei cittadini che ogni giorno si impegnano per migliorare la qualità della vita nella propria zona. Talvolta affiancando le istituzioni, altre volte – invece – costretti a sostituirsi ad esse. Sono le “sentinelle” del territorio, pronti a portare istanze e richieste sulla scrivania dell’amministrazione. Collaborano con le istituzioni e non si arrendono davanti alle difficoltà. Come è il caso dei volontari della Protezione Civile a cavallo: gli “angeli” di Castel Fusano, come li ha definiti la stampa. Uomini e donne in prima linea contro la prevenzione degli incendi che, però, sono stati “sfrattati” dal Campidoglio. Ne è nata una mobilitazione per questi volontari che hanno difeso con le unghie e con i denti il polmone verde della Capitale e ora per loro si sta cercando la sistemazione in una nuova sede. Compiremo, poi, un vero viaggio nei quartieri di Ostia: a Lido Centro, per esempio, che dal degrado prova a rinascere grazie al comitato di quartiere e all’imprenditoria locale con musiche anni’50 ed eventi. Ci spostiamo, poi, sul lungomare dove – a proposito di rinascita – sta prendendo il via, tra alti e bassi, il piano di riqualificazione della passeggiata a mare di Ponente. Anche se le palme a rischio vento non sembrano mettere tutti d’accordo. Parentesi a parte, poi il centro. In piazza Anco Marzio raccogliamo le lamentele delle associazioni cittadine e dei commercianti che vedono l’isola pedonale invasa da ambulanti e incivili, perdendo un po’ di quel fascino da “salotto” che fino a qualche tempo fa la contraddistingueva. Tappa finale, l’entroterra. Due frazioni vicine ma contrapposte: Ostia Antica, considerata il gioiello del X Municipio seppur con le sue problematiche e Acilia, dove rifiuti e degrado sociale sono i tratti caratterizzanti di questo quartiere. Il nostro obiettivo era quello di dare voce ai cittadini. Una mission che portiamo avanti da oltre trent’anni. E speriamo di esserci riusciti anche stavolta.

Caterina Dini

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Omaggio a Sordi

Dopo il nostro omaggio, nel calendario 2020, a quel genio di Federico Fellini per i cento anni  dalla sua nascita, abbiamo deciso di replicare con questo numero dedicato ad Alberto Sordi, di cui anche quest’anno ricorre il centenario. Due “perle” – senza scadere nel peccato di  presunzione – della collana pluri-trentennale della nostra rivista. Fellini era sogno, fantasia,  immaginazione e riusciva a dare quell’aurea magica anche ai luoghi che toccava con la sua  macchina da presa, i nostri luoghi: Ostia e il lungomare d’inverno, la pineta di Fregene, le  borgate – nostalgiche e desolate – di Acilia e del Villaggio San Francesco. Sordi è tutto questo e altro ancora: acuto e irriverente critico, interprete di vizi e virtù dell’italiano a 360 gradi, dal  personaggio  popolano a quello snob. Comune denominatore per entrambi i “mostri” sacri del nostro patrimonio culturale è il litorale romano. Ecco perché dopo Federico, abbiamo deciso di non aspettare e porre il nostro omaggio ad Alberto. Tanti i film – alcuni proprio di Fellini – girati sul mare di Roma da Sordi, quel mare che ha visto anche il suo debutto sul grande schermo con “Mammamia che impressione”, pellicola dove si intravedono i Bagni Vittoria. Poi, i capolavori. I Vitelloni che dal set ha elevato il trampolino del Kursaal a simbolo di Ostia. È su questa spiaggia che finisce la passeggiata a mare de I Vitelloni. Ne Lo Sceicco Bianco, Sordi dondola su  un’altalena tra la pineta monumentale. Ancora gli aneddoti. Tanti. Come la casa di Pietro  Marchetti, il Tassinaro di “Zara87”, simile a degli scorci trasteverini del dopoguerra, ma che è in realtà nell’antico borgo di Ostia Antica in piazza della Rocca. Infine le storie. Come quella bella e intensa di ricordi ed emozioni di Anna Longhi. La “Buzzicona”, così Sordi chiamava sua moglie nei film che hanno reso celebre la “Augusta” di Dove vai in vacanza. A Ostia, Anna Longhi  continua a vivere nel ristorante al Borghetto dei Pescatori che porta il suo nome, oggi gestito dalla figlia Sabrina – che in questo numero ci svela aneddoti e curiosità – e dalla nipote Ambra. È come se Anna e Alberto continuassero a regalarci risate, seppur tra una carbonara e un ossobuco.

Caterina Dini

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Fellini, un secolo di sogni, cinema e magia

Quest’anno, nel calendario Duilio, non poteva mancare un omaggio al grande maestro del cinema Federico Fellini che nel centenario della nascita di questo genio del cinema ha trovato nel Litorale Romano l’ambientazione ideale per le sue storie. Ci è sembrato opportuno ricordarlo con delle foto emblematiche di alcuni film girati nel nostro territorio. Federico Fellini ha avuto con Ostia un rapporto intimo, creativo e affettuoso; lo testimoniano le sue parole: “Dopo un viaggio notturno, sentii all’improvviso l’aria più fresca. Eravamo a Ostia. (…) Il luogo ripropone Rimini in maniera teatrale, scenografica e magica. È il mio paese, quasi pulito, nettato dagli umori viscerali, senza aggressioni e sorprese…”.
Le immagini scenografiche, entrate nella storia del cinema, rappresentano un grande patrimonio culturale e restituiscono ad un intero territorio, oggi troppo spesso denigrato, la giusta collocazione nell’immaginario collettivo. Da “I Vitelloni” a “Le notti di Cabiria” passando attraverso i capolavori come “8 ½”, “Amarcord”, “Giulietta degli Spiriti” e “La voce della luna”, possiamo scoprire, con orgoglio, quanto l’ambiente in cui viviamo abbia influenzato la creatività di Fellini. Grazie alla forza evocativa dei suoi film, alcuni scorci del nostro territorio sono entrati per sempre nella storia della Settima Arte. Il nostro messaggio è proprio questo: fare memoria del rapporto che il Grande Schermo ha instaurato con il Litorale Romano attraverso l’emozione di un Grande Cinema.
Sul Litorale Romano Fellini riscopriva l’eco nostalgico della sua Rimini, i profumi ed i sapori dei suoi ristoranti preferiti come “il Monumento” di Ostia Antica, dove andava a mangiare i passatelli e le fettuccine cucinate per lui da Nerina (che lui chiamava “mammona”) conversando in romagnolo.

Caterina Dini

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Gli Eroi della Bonifica

Abbiamo un debito, vecchio di 135 anni, che la Storia ha velato spesso di un oblio colpevole. Nel secolo scorso Ostia e l’agro romano erano immersi in una palude: migliaia di ettari paludosi, invasi da acque stagnanti, abitati da pochi disperati e ricchi solo della malaria. La foce del Tevere si apriva in un delta palustre e deserto. La nostra casa editrice da oltre trent’anni si occupa di diffondere, promuovere e valorizzare la storia del territorio e per rafforzare questo legame abbiamo voluto dedicare questo nostro dossier di novembre all’anniversario della bonifica del litorale. Perché 135 anni fa, appunto, 500 ravennati arrivarono nelle nostre terre e fecero nascere Ostia moderna. Gli «eroi della bonifica» li ha definiti qualcuno. Ripercorreremo tutte le tappe della bonifica e da cronisti – seguendo lo spirito da giornalisti che ci contraddistingue – abbiamo sentito le testimonianze autentiche tramandate dai familiari dei romagnoli. È il caso di Federico Bazzini raccontato dal pronipote Riccardo. Ne esce un ritratto inedito di quel bisnonno a cui non è mai stata dedicata una strada a Ostia, ma per «riparare» una nel quartiere Stagni a pochi metri dal cimitero di Ostia Antica. Riccardo parla dell’albergo di famiglia, del senso di ospitalità e anche di quel giorno speciale che è stato il 10 agosto del 1924, quando è stata inaugurata la Roma-Lido. Poi, un focus sulla Fanelli Marini, faro delle scuole del X Municipio che continua a puntare su percorsi didattici sulla storia del territorio. Ricordano quegli anni viale dei Romagnoli e piazzale dei Ravennati, il nostro Pontile, simbolo di Ostia. Con questo numero abbiamo voluto ricordare quell’esercito di pace intervenuto «per restituire alla coltura, all’igiene, a la civiltà nova» il nostro territorio. Permettetemi anche di ricordare – e l’omaggio è d’obbligo – Maria Pia Melandri, recentemente scomparsa. Con Paolo Isaja aveva fondato nel 1978 l’«Ecomuseo del litorale romano». Regista, ricercatrice, divulgatrice, aveva voluto omaggiare la memoria dei braccianti. «I miei bisnonni arrivarono qui da Ravenna, erano la prima compagnia bracciantile del mondo» raccontava orgogliosa. Ciao, Maria Pia.

Caterina Dini

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Tutti in Classe…

La scuola è iniziata da poco più di un mese e in questo numero di “Duilio” facciamo una panoramica sul sistema didattico del X Municipio, dove si affiancano eccellenze vere e problemi cronici. Gli istituti superiori sono il fiore all’occhiello del territorio con in primis i licei “Anco Marzio” e “Labriola”, laboratori all’avanguardia dove corsi sperimentali si affiancano alle lezioni tradizionali. Sono proprio i licei a registrare il boom di iscrizioni e talvolta, come ribadito dalla dirigente scolastica dell’Anco Marzio, a dover rinunciare a diverse domande. Sfogliando queste pagine è come fare un viaggio nella scuola, tornando – se vogliamo – anche un po’ studenti anche noi. Qui, ci sono le speranze e i sogni delle generazioni di domani. La cosiddetta “Generazione Greta” pronta a scendere in strada in favore del clima e contro ogni forma di inquinamento per avere o meglio conquistarsi un futuro migliore. Li abbiamo incontrati questi alunni e ascoltato le loro ragioni. Nelle loro battaglie, ognuno potrà trovare le sue di quando era ragazzo. Poi ci sono le altre “rivoluzioni”, come quella del liceo scientifico Labriola di Ostia, primo a Roma a importare una sperimentazione sulla disposizione delle classi come avviene nei college americani e inglesi: dove sono gli alunni a cambiare aula ogni ora per spostarsi in quella del docente. Non mancano, ahinoi, i problemi. Quelli ci sono sempre e sono legati all’edilizia scolastica e al decoro (a Ostia Ponente la scuola della Gabbianella al Porto è un’oasi nel degrado, per esempio) alle emergenze economiche che costringono le elementari e le scuole materne di chiedere un supporto ai genitori, facendo portare loro scottex, carta igienica e fazzoletti da casa. Non senza qualche malumore. Spazio, ancora, all’eterno dibattito sul panino da casa o sul servizio mensa. In una scuola media di Ostia, la refezione non è partita a causa dei tanti morosi che non hanno pagato negli anni. Infine, chiudiamo questo “viaggio” con un vademecum dedicato a chi ha difficoltà nell’apprendimento: dislessia e disgrafia, come affrontare questi disturbi. Il ritorno a scuola a settembre è un evento traumatico che rompe le routine vacanziere degli studenti che dopo tre mesi di lunghe dormite devono fissare la sveglia presto, per cominciare l’anno scolastico che durerà fino a giugno (anche oltre per chi ha la maturità 2020).

A tutti loro va il nostro “in bocca al lupo…”. E Viva il lupo, ovviamente.

Caterina Dini

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Un tuffo nel… Presente

In questo dossier troverete tanta storia ma, allo stesso tempo, molta attualità. Tutto cambia per non cambiare, potremmo dire quasi parafrasando il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa. Ed è così che in questo viaggio nell’antica Roma, scopriamo un mondo non molto lontano dal nostro. Dalle fonti di energia, tema mai escluso dalle cronache e tornato alla ribalta in questi ultimi mesi grazie non solo al caso-fenomeno della piccola Greta e a tutto ciò che ruota intorno alle energie rinnovabili; alle letture e ai libri, finendo perfino per parlare della pubblicità nell’Antica Roma. Si, perché così come a Babilonia e a Pompei, anche negli scavi archeologici di Ostia Antica è possibile trovare le “insegne”, utilizzate per promuovere le varie attività commerciali. Da quelle dipinte e a mosaico a quelle a bandiera. Nelle taverne, poi, anche le iscrizioni, che richiamano gli slogan dei tempi moderni. Antesignani di Facebook, potremmo dire, “nonni” dei social network che caratterizzano questa nostra era, ma forse nessuno dei nostri antenati poteva mai ipotizzare che i rapporti tra persone si limitassero a chat e messaggi virtuali. Ieri come oggi, c’è anche il problema dei rifiuti, tallone d’Achille e non solo dell’amministrazione Raggi, questione che affonda le radici nel tempo. Anche nell’antica Roma esisteva il problema dell’immondizia. Non sappiamo di preciso come avessero organizzato lo smaltimento dei rifiuti, ma è sicuro che fosse compito degli edili presiedere la pulizia del suolo pubblico. Il nostro viaggio di settembre con i culti religiosi, la posta e gli edifici dell’antica Roma riguarda il patrimonio del nostro territorio, ad Ostia Antica. Questo numero, dunque, è un invito a visitare e valorizzare il nostro parco archeologico. La Apl Edizioni, la nostra casa editrice, ha pubblicato da poco, in 10.000 copie, una nuova ed esclusiva guida sugli scavi di Ostia Antica. Far conoscere e promuovere le bellezze del litorale romano è la nostra missione e il nostro impegno. Da sempre.

Caterina Dini

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