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Un anno di Duilio 2017

Il 2017 sta per finire. Come accade nella vita tiriamo le somme del lavoro fatto; un lavoro certo non facile quello di mettere sotto i raggi x il nostro territorio. Ogni dossier pubblicato ha comportato un impegno particolare, spesso ai limiti delle nostre possibilità, ma la qualità del nostro servizio è rimasta immutata, come dimostrano i riconoscimenti della gente che ci legge e che ci gratifica col suo giudizio positivo.  Abbiamo iniziato a Gennaio parlando con la ministra della Salute, Lorenzin sulla stato della Sanità nel nostro territorio, evidenziando con estrema sincerità luci ed ombre di un sistema che arranca. A Febbraio abbiamo aperto una finestra sui Comitati di Quartiere, vere e proprie sentinelle del Territorio, che ci hanno mostrato aspetti sconosciuti di Ostia e dell’Entroterra. A Marzo dopo avere dato spazio ai tanti problemi, abbiamo ripreso fiato, facendo conoscere ai lettori “Tutto il buono che c’è”: l’azione dei volontari, uomini e donne encomiabili, che operano per solidarietà e per amore , a cui non finiremo mai di dire grazie. Ad Aprile è stato fatto il punto sulle grandi problematiche irrisolte, che ci affliggono a causa di conflitti di interressi non sempre leciti; un momento doloroso ma inevitabile di verifica della realtà. Per fortuna a Maggio abbiamo potuto mostrare anche l’altra faccia di questa medaglia, gli aspetti ancora belli ed incontaminati del territorio: come la Riserva del Litorale e tanti altri luoghi a noi cari. A Giugno, un dossier tutto dedicato ad Ostia Antica, una perla dell’intera Italia che merita di diventare Patrimonio UNESCO. Luglio ed Agosto hanno proposto il tema delle nostre spiagge, vittime del Commissariamento, che ha creato non pochi problemi all’utenza con decreti e provvedimenti che, seppure promossi in nome della legalità, hanno comunque limitato tantissimo lo svolgimento di importanti attività produttive. A settembre un dossier di foto d’epoca; un’operazione della memoria fatta per ricordare a tutti le nostre radici e con esse la voglia di fare e di migliorare che ha animato i pionieri e che dobbiamo ritrovare in noi per tornare a crescere. A Ottobre “rombano i motori”, per un dossier che, mentre ci mostra le immagini della passione per le auto, le moto e i raduni, ci invita a correre a tutta velocità e con la stessa passione verso un futuro migliore. E’ tempo di elezioni e nello stesso numero ecco programmi e progetti dei candidati del nostro Municipio. Infine Novembre ci ha portato con tenerezza verso il mondo della terza età e dei centri che rendono più lievi e più interessanti le giornate degli anziani. Ora è Dicembre e stiamo per entrare come ogni anno nelle vostre case per condividere con voi un po’ del nostro amore per il territorio. Lo faremo col racconto di storie realmente accadute di quei romagnoli che hanno lottato e sofferto per regalarci gli spazi in cui viviamo, esempi ancor validi di semplicità, frugalità e attaccamento ai valori e con un calendario che ci ricordi tutto l’anno.

Caterina Dini e Silvia Grassi

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Il bello della terza età

Nell’antichità le persone di una certa età erano considerate sagge. Questo perché portatrici di esperienza e quindi in grado di valutare, muoversi e decidere in un modo che poteva contare sul grande bagaglio di quanto maturato nel corso dell’esistenza. E gli anziani, tutto sommato, hanno goduto di tale reputazione fino alla fine del secolo scorso. La veloce evoluzione tecnologica e sociale, iniziata nella parte finale del novecento e letteralmente esplosa negli anni duemila, ha radicalmente cambiato il mondo. Così gli anziani, ma anche le persone cosiddette di mezza età, hanno dovuto fare i conti con un nuovo modo di vivere, in continuo sviluppo e che cataloga con inaudita velocità come passato cose ed eventi. Uomini e donne appartenenti alla cosiddetta terza età si sono ritrovati ad essere quindi, più che saggi e portatori di esperienza, testimoni e custodi di tradizioni e di valori. E, in una società come quella odierna, anche solido punto di riferimento. Nella crisi economica mondiale partita nel 2008 e che ha coinvolto anche il nostro paese, gli anziani hanno rappresentato una delle maggiori forme di welfare, proteggendo con risparmi e pensioni centinaia e centinaia di familiari in difficoltà a livello di occupazione. E sono sempre loro che ancor oggi fungono da supporto a quelle famiglie dove, con entrambi i coniugi impegnati nel lavoro, vi è la necessità di accudire i nipoti. Se poi si considerano l’aumento dell’aspettativa di vita e la forte diminuzione della natalità, allora si comprende come la fascia della terza età sia tutt’altro che trascurabile, al di là della sua funzione. Ed è per questo che abbiamo voluto conoscere meglio questa realtà attraverso il nostro viaggio di questo mese sul territorio. Scoprendo che i centri anziani non sono luoghi dopolavoristici nei quali trascorrere il tempo. Ma rappresentano un’autentica risorsa per il territorio e per i suoi residenti. Proponendo attività, incontri e divertimenti che riguardano in primis i loro frequentatori, ma hanno una positiva e più ampia ricaduta sociale e familiare. Garantendo serenità ed aggregazione a tanta gente, fornendo servizi e valorizzando le persone. E trattando gli esseri umani come tali, a prescindere, dunque dall’età e dalle condizioni. E non, come vorrebbe forse il frettoloso e troppo economico mondo di oggi, alla stregua degli oggetti che, una volta diventati vecchi, sono da rottamare.

Caterina Dini

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Si scaldano i motori anche… per una gara eccezionale

Il brivido e la velocità rappresentano da sempre per l’uomo non solo emozioni ma anche sfida. E sono senz’altro i motori, in via generale, che più di tutti incarnano quella che potremmo definire una innata aspirazione ed una forte sensazione. Che spesso da aspetto puramente emozionale, diventa autentica passione, da coltivare e sviluppare in ogni maniera. In questo mese, quindi, abbiamo voluto approfondire quello che sul nostro territorio è il mondo dei motori. E non lo abbiamo fatto per caso. A metà settembre Ostia ha ospitato l’arrivo e la premiazione della quinta edizione del Rally di Roma Capitale, regalando a tutti, appassionati e non, cittadini e turisti, un colpo d’occhio straordinario. L’evento si è svolto in Piazzale dei Ravennati, un tempo luogo di avvenimenti, spettacoli e concerti, ridotto da un paio di stagioni a semplice luogo di transito e di passeggio. Simbolo di un momento critico attraversato da nostro Municipio, che la ripresa della normale attività politica ed amministrativa, dopo il 5 novembre, dovrebbe consentire finalmente di superare. Idealmente il nostro territorio dovrà…. riprendere a correre, per recuperare quasi due anni di crisi istituzionale che lo hanno tenuto ai blocchi di partenza, fermandone la crescita e lo sviluppo. Un rilancio da portare avanti, per chi governerà, con velocità e passione. Quelle due stesse qualità che sono venute fuori nel nostro viaggio di questo mese nel mondo dei motori del X Municipio. Velocità e passioni sognate, portate avanti ed inseguite in ogni forma e secondo ogni possibilità. A ribadire ancora una volta la eccezionale varietà presente nel nostro territorio. Ma anche a ricordare il fatto che la passione, velocemente o no, può comunque portare lontano.

Caterina Dini

Auguriamo ai 9 presidenti (e alle loro liste) nella “linea di partenza” di correre con lealtà e… che vinca il migliore nel rilancio e per il “bene” del nostro Municipio.

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Recuperiamo le “radici”

Un’ altra estate volge alla fine portando con sé ricordi, speranze, eventi delusioni. Delusioni, come quella che ormai è divenuta costante, per non riuscire a veder realizzata una grande stagione turistica sul nostro territorio. Un’aura di pessimismo si è impossessata di tutto il X Municipio. Le grandi aspettative che solo pochi anni fa lasciavano intravedere un futuro ricco di promesse, sono svanite sotto la cappa del commissariamento; lo sguardo stenta ad inoltrarsi più avanti per capire dove stiamo andando. In questo stato d’animo, di solito, ci si rivolge al passato, favoleggiando tempi migliori e cercando nelle radici i germi della speranza. Per questo anche noi abbiamo fatto un’operazione della memoria, proponendo in questo dossier la storia fotografica di Ostia alle sue origini. Non è passato che un secolo, ma quanta strada nonostante tutto è stata fatta! Le foto un pò sbiadite di tanti anni fa ci restituiscono l’immagine semplice e modesta di un territorio in crescita, abitato però da gente laboriosa, che nonostante le difficoltà sperava e cercava di migliorare. Proprio questo è il nostro messaggio ai lettori. Recuperare un po’ di speranza, guardando alla strada fatta e ritrovando un’identità comune, con un po’ di quell’entusiasmo che ha spinto i primi pionieri ad affrontare una natura selvaggia e un territorio difficile per dar vita alla nuova Ostia. Oggi più che mai ci auguriamo una “Ostia Nuova”.

Caterina Dini

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Le immagini del dossier
sono tratte dal nostro
volume storico-fotografico
“Lido di Ostia – il Mare di Roma”

 

 

Quale Estate?

Per un posto di mare come è il nostro Municipio, l’estate può essere definita la stagione principe. Quella nel corso della quale sono espresse le maggiori potenzialità di tutto il territorio. Non solo delle spiagge e degli stabilimenti, quindi, ma anche di tutte le altre realtà locali. Si è parlato in passato, e se ne continua a discutere, sulla vocazione turistica di Ostia. E spesso sono state messe in evidenza la non eccezionale capacità ricettiva o anche i problemi di viabilità e dei trasporti. Da due anni, però, a quelle che potremmo definire tematiche strutturali, se ne è aggiunta una ben più rilevante: il commissariamento. L’assenza di una amministrazione politica, di fatto ha molto ingessato l’attività del territorio. Passi, ed anzi ben venga, il rispetto della legalità. Ma in questi 26 mesi spesso è sembrato che le misure poste in essere ad Ostia siano state iniziative isolate e ad effetto. Come quella dell’apertura dei varchi a mare che, una volta inaugurati, sono stati poi trascurati e consegnati al degrado. Piuttosto hanno fatto scalpore discutibili mancanze. Quali ad esempio, nel corso dell’inverno, la tardiva pubblicazione del bando per le palestre municipali, che ha costretto migliaia di persone a non poter praticare attività sportiva. O ancora, più di recente ed in tema di estate, la mancata assegnazione delle spiagge libere. Una situazione di nebulosità che si è inevitabilmente ripercossa sulla stagione estiva 2017, che registra per Ostia ed il X Municipio più ombre che luci. E non è un caso che il vento di autonomia, mai del tutto calmatosi  dopo le negative consultazioni del 1989 e del 1999, abbia ripreso da un po’ di tempo a soffiare con intensità. Una cosa, a parte ogni disquisizione, è certa. E viene da tutte le componenti del quartiere: imprenditori, operatori del settore, cittadini ed anche romani e turisti. Ostia ha bisogno che l’estate torni ad essere estate!

Caterina Dini

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Ostia Antica ti aspetta…

Tante volte abbiamo definito il nostro dossier mensile un viaggio all’interno del territorio. E tale espressione è quanto mai appropriata per l’argomento che abbiamo scelto per intrattenervi in questo mese. L’approfondimento di giugno, infatti, riguarda Ostia Antica. Un quartiere del X Municipio che sintetizza quella che è la varietà e la ricchezza del nostro territorio. Di dimensioni relativamente ridotte ed  “antenato” della moderna Ostia, questo luogo racchiude storia, cultura, spettacolo, sport ed impegno sociale. Il tutto in uno straordinario mix che non solo resiste nel  tempo, ma che proprio grazie al tempo si è sviluppato e consolidato. Ostia Antica, grazie agli scavi ed alle sue bellezze storiche, è in grado di portarci indietro nel tempo, ad epoche lontane, sia con la semplice osservazione che grazie ad eventi, come il Palio, organizzati proprio per far rivivere determinate atmosfere. Ma sono poi i problemi della quotidianità (l’ultimo dei quali è quello relativo alla questione del tritovagliatore) a farci vivere la realtà contemporanea, evidenziando l’impegno di chi, come i comitati locali, ha fatto del lavoro per il territorio la sua missione. E’ un viaggio che abbiamo voluto intraprendere, poi, per due ben precise ragioni. La prima è, per così dire di cuore. La nostra casa editrice è nata ed ha sede proprio ad Ostia Antica, che in qualche modo, con la sua eredità del passato, è tempio di cultura. E la seconda risiede nella linea che ci siamo prefissati all’inizio degli anni novanta e che stiamo portando avanti ormai da quasi trent’anni: far conoscere e valorizzare il territorio nel quale viviamo. Stavolta più che mai, quindi, il dossier di questo mese è un viaggio nei nostri luoghi. Anzi, in quello per il quale, consentitecelo, il nostro cuore batte forse un po’ più forte.  E allora a tutti voi……benvenuti ad Ostia Antica!

Caterina Dini

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Un territorio a metà

Un nuovo mese, un nuovo viaggio. Maggio è il periodo dei primi bilanci: quelli di una stagione che si chiude e un’altra che si avvia, fatta di buoni propositi da attuare a partire da dopo l’estate. E la domanda che ci siamo posti è: «Come sta il nostro territorio?». In questi anni lo abbiamo raccontato in tutti i suoi aspetti da quelli più gravi (dall’emergenza mafia alla crisi politica) a quelli di tutti i giorni. Ecco, in questo numero ci soffermiamo sullo stato di salute di Ostia e del X Municipio. Ci sono delle parti di questa città, belle e intoccabili. Dove la natura sembra aver dipinto su una tela paesaggi e colori. La tenuta di Castel Porziano, per esempio. Un angolo incontaminato che appartiene a tutti noi. Noi vi apriremo le porte della Riserva con foto e racconti da rimanere incantanti. Vi parleremo anche dei delfini e del loro “canto”, una meraviglia del mare. E andremo anche al Borghetto dei Pescatori, perla della nostra comunità. Ai problemi del Canale, insabbiato e rimasto con poche barche (molti hanno preferito ormeggiare a Fiumara e a Fiumicino per poter uscire in mare) si affianca comunque la storia della nostra terra. E non bisogna scavare a fondo la sabbia con le mani, proprio come fanno i pescatori alla continua ricerca di telline, per trovare cose belle a Ostia. Basta fermarsi a guardare un tramonto in piazzale Magellano e rimanere stupiti dal sole che diventa arancio, rosso, viola prima di andare a morire all’orizzonte. Ma la nostra attività di reporter ci impone anche di denunciare quello che non va. Spesse volte con amarezza, e quasi sempre con rabbia. È il caso dei parchi: quello XXV Novembre di via Pietro Rosa è in stato di abbandono, così come le piste ciclabili che sono finite nel mirino della Procura. La storia di Ostia e del suo entroterra è fatta di storie belle e risvolti amari. È l’altra faccia della medaglia, un altro volto di un territorio. Che, nonostante tutto, continuiamo ad amare.

Caterina Dini

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Per un mondo migliore…

Nel sistema di valori del nostro tempo, è bello accorgersi e scoprire quanto di positivo ancora c’è nelle persone. Lo facciamo con questo numero di Duilio Litorale dedicando il nostro DOSSIER al mondo del volontariato sociale, fatto di (tanta) solidarietà umana e di un ideale di giustizia per tutti. Precetti che si trasformano in opere di aiuto e conforto per chi soffre. Temi difficili che cerchiamo di affrontare in punta di penna per il rispetto di chi dà e, soprattutto, per quello di chi riceve. Usura, droga, alcolismo, lotta alla criminalità organizzata. Ecco le tappe di questo viaggio. Storie dure che rivelano il lato più generoso della nostra società. Ma mostrano anche i limiti del sistema. Qualche tempo fa, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che fin dal suo discorso di insediamento ha dimostrato grande sensibilità nei confronti di chi soffre, ha definito il volontariato «una straordinaria ricchezza per il nostro Paese e per la nostra civiltà», che acquista ancora maggiore importanza in tempi di ristrettezze economiche. Condividiamo appieno queste parole, ma siamo anche convinti che proprio perché il volontariato è importante, è necessario sottolineare che non è e non potrà mai essere o sostituire una professione. Né tanto meno deve essere un modo per deresponsabilizzare la politica dal sociale. Il nostro territorio – il X municipio- che spesso sale agli onori delle cronache per fatti negativi questa volta conquista le prime pagine per una buona notizia: il più alto numero di associazioni la Capitale. Gente qualsiasi che ogni giorno si batte per l’affermazione dei diritti universali dell’uomo. È così che il mare di Roma diventa una “casa comune” da preservare per le future generazioni.

Caterina Dini

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Quartieri, le mille storie da raccontare

Il senso civico è una delle caratteristiche fa grande il X Municipio. Nel tempo sono cambiate le modalità di partecipazione ma il radicamento rimane lo stesso. C’è un filo comune che lega i tanti comitati di quartiere da Ostia all’entroterra: l’amore per il proprio territorio. Sono più di 50 le associazioni di cittadini presenti sul mare di Roma, di cui circa un terzo ha più di 10 anni. Un’azione di volontariato fatta da centinaia di residenti che condividono un’unica grande passione, quella dell’attaccamento alla propria zona. E così ancor prima di sentirsi romani, ci si considera un abitante del proprio quartiere, sia questo Ostia, Casal Palocco o Acilia. Ogni quadrante ha la sua storia e i suoi problemi, soprattutto. Sfogliare le pagine del nostro DOSSIER è come compiere un lungo viaggio nel passato e nel presente dei quartieri del X municipio. Molti mostrano tutta la loro voglia di riscatto: Ostia Nuova, per esempio. Un epicentro di racket e malavita, dove però vive tanta gente perbene che non ci sta a far indossare alla propria zona l’etichetta di «bronx». Oppure Acilia che si sente periferia di Roma e, allo stesso tempo, periferia di Ostia. Poi ci sono Casal Palocco e l’Axa, le zone «in». Ma anche i quartieri dei vip hanno i loro problemi a cominciare dall’immondizia. Alcune strade sono sommerse letteralmente dai rifiuti. A dare voce al malcontento generale sono proprio i comitati di quartiere. Vere sentinelle pronte a darsi da fare per il bene comune. Un attivismo che tutti svolgono in maniera gratuita e da cui non vogliono nulla in campo. Il X è il municipio capofila in tutto il comune di Roma per numero di comitati che vi operano. Siamo in tanti: lo si fa per passione, ma ancora di più per dovere civico. E su questo, che piaccia o no, non siamo secondi a nessuno.

Caterina Dini

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