Archivio mensile:dicembre 2020

Un nuovo anno di speranza

Speranza. Una parola che racchiude tutto quello che vorremmo per il futuro per cancellare questo 2020 terribile che ci lasciamo alle spalle. L’anno della pandemia, del virus che ci ha tolto una delle cose più belle: gli abbracci, oltre che gran parte della nostra libertà. È anche l’anno della perdita di persone che sono state importanti per il nostro territorio e, allo stesso tempo, veri amici del nostro giornale. Da Peppino Ciotoli, che ha fatto parte della storia di Ostia, a Pino Scaccia, maestro di giornalismo e molto legato alla nostra redazione: l’inviato del Tg1 che ha portato il nome del Lido nel mondo mentre raccontava tragedie, disgrazie e cronache del mondo contemporaneo. Il dolore non si attenua ma per provare a sopravvivere ad esso noi di Duilio abbiamo deciso di cancellare tutto il brutto di quest’anno che si sta chiudendo e di dedicare il calendario di questo 2021 alla “bellezza”. Si alla “Grande Bellezza” del nostro territorio, quella costruita negli anni d’oro dagli architetti storici. Dai “villini” di Adalberto Libera al “Palazzo del Pappagallo”, dal palazzetto della Posta a quello del Governatorato: una passeggiata virtuale tra le meraviglie architettoniche della nostra città. E, cogliamo l’occasione, proprio per ringraziare gli architetti di Ostia, e in particolare Fabrizio Properzi, per aver sostenuto questo nostro progetto che ha l’obiettivo della divulgazione culturale e dell’approfondimento storico. Da oltre trent’anni – e questo 2021 sarà il 30esimo anno di Duilio – crediamo nella cultura e nei valori del sapere. Speranza, dicevamo: affinché questo 2021, che inconsciamente si porterà dietro il fardello di tante aspettative da parte nostra, ci possa tornare a regalare salute, viaggi e carezze. E saranno le emozioni più grandi mai provate.

Auguri, dunque, a tutti noi per una nuova “rinascita”.

Caterina Dini

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L’ultimo Mattatore

Grazie Gigi. Abbiamo voluto fare di questo numero di Duilio, un omaggio a Proietti. Dopo gli speciali in ricordo di Alberto Sordi e Federico Fellini – di cui in questo 2020 ricade l’anniversario dei cento anni dalla nascita – abbiamo voluto ricordare a pochi giorni dalla morte l’attore romano che tanto ha dato alla Capitale, ma anche al nostro territorio. Proietti è sempre stato legato al litorale. Fin dai primi film, a cominciare da Casotto dei fratelli Citti e per concludere con le sue fiction da ascolti record. “Una pallottola nel cuore” dove interpretava il giornalista de Il Messaggero Palmieri è stata girata per gran parte all’interno del borgo medioevale di Ostia Antica. Abbiamo riportato i ricordi di chi li ha vissuti quei giorni. Da chi lo ha servito al tavolo al ristorante durante una pausa del set, a chi lo ha visto aggirarsi, affascinato tra le vie intorno al Castello di Giulio II. «Non lo dimenticherò mai», dice alle nostre pagine, Mauro Franzolin il gestore del VI Cancello che ha ospitato le riprese di “Un’estate al Mare”. Una vita per il teatro e nel sociale, quella di Proietti, impegnato nel racconto dei quartieri popolari («Nacqui dietro a via Giulia, e poi il Tufello mi ha dato tutto»). Come Dragona, da dove è partito Enrico Brignano suo allievo nella scuola di recitazione e oggi grande attore, anche lui. «È stato un secondo padre», dice nell’intervista. Così come lo ricorda con commozione e ammirazione, Enzo Salvi, ostiense doc che con Proietti ha recitato proprio in “Un’estate al Mare”. Quando lo andava a trovare in camerino, Federico Fellini esclamava sempre con spirito di ammirazione: «Come stai, Giggiaccio?». Se ne è andato all’improvviso, senza avvertire, Gigi Proietti. Commossi tutti noi abbiamo dato l’addio a un grande personaggio colto e popolare: il più scespiriano dei nostri giullari, il più chansonnier dei nostri artisti, il più brechtian-petroliniano dei nostri mattatori. Un simbolo per Roma, un esempio per tutti noi.

Grazie Gigi…

Caterina Dini

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