Archivio mensile:novembre 2019

Gli Eroi della Bonifica

Abbiamo un debito, vecchio di 135 anni, che la Storia ha velato spesso di un oblio colpevole. Nel secolo scorso Ostia e l’agro romano erano immersi in una palude: migliaia di ettari paludosi, invasi da acque stagnanti, abitati da pochi disperati e ricchi solo della malaria. La foce del Tevere si apriva in un delta palustre e deserto. La nostra casa editrice da oltre trent’anni si occupa di diffondere, promuovere e valorizzare la storia del territorio e per rafforzare questo legame abbiamo voluto dedicare questo nostro dossier di novembre all’anniversario della bonifica del litorale. Perché 135 anni fa, appunto, 500 ravennati arrivarono nelle nostre terre e fecero nascere Ostia moderna. Gli «eroi della bonifica» li ha definiti qualcuno. Ripercorreremo tutte le tappe della bonifica e da cronisti – seguendo lo spirito da giornalisti che ci contraddistingue – abbiamo sentito le testimonianze autentiche tramandate dai familiari dei romagnoli. È il caso di Federico Bazzini raccontato dal pronipote Riccardo. Ne esce un ritratto inedito di quel bisnonno a cui non è mai stata dedicata una strada a Ostia, ma per «riparare» una nel quartiere Stagni a pochi metri dal cimitero di Ostia Antica. Riccardo parla dell’albergo di famiglia, del senso di ospitalità e anche di quel giorno speciale che è stato il 10 agosto del 1924, quando è stata inaugurata la Roma-Lido. Poi, un focus sulla Fanelli Marini, faro delle scuole del X Municipio che continua a puntare su percorsi didattici sulla storia del territorio. Ricordano quegli anni viale dei Romagnoli e piazzale dei Ravennati, il nostro Pontile, simbolo di Ostia. Con questo numero abbiamo voluto ricordare quell’esercito di pace intervenuto «per restituire alla coltura, all’igiene, a la civiltà nova» il nostro territorio. Permettetemi anche di ricordare – e l’omaggio è d’obbligo – Maria Pia Melandri, recentemente scomparsa. Con Paolo Isaja aveva fondato nel 1978 l’«Ecomuseo del litorale romano». Regista, ricercatrice, divulgatrice, aveva voluto omaggiare la memoria dei braccianti. «I miei bisnonni arrivarono qui da Ravenna, erano la prima compagnia bracciantile del mondo» raccontava orgogliosa. Ciao, Maria Pia.

Caterina Dini

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