Archivio mensile:marzo 2018

C’erano una volta…

Nella nostra attività ormai quasi trentennale abbiamo sempre voluto far conoscere e valorizzare il territorio in cui viviamo. Ed una parte preponderante del nostro lavoro è costituita da pubblicazioni di carattere storico. Approfondire, o in qualche caso addirittura scoprire, le nostre radici è un qualcosa in cui profondamente crediamo. Perché il passato serve sempre a comprendere il presente e talvolta è anche utile per volgere lo sguardo al futuro. Ormai viviamo in un mondo che si trasforma con una velocità fino a poco tempo fa impossibile da prevedere. Ed in questa continua evoluzione è richiesto solo ed esclusivamente di guardare avanti. Come se fermarsi a riflettere o spostare l’attenzione all’indietro, possa compromettere lo sviluppo ed il progresso. E se è vero che è nella natura dell’uomo evolvere e migliorare, è altrettanto vero che ogni tanto bisognerebbe fare una piccola pausa per capire dove stiamo andando. Al fine di ritagliarsi un momento specifico per domandarsi se questa frenetica corsa stia portando, oltre agli oggettivi ed innegabili benefici, anche qualche conseguenza dai connotati non proprio rosei. C’era una volta Ostia, potremmo quindi definire il dossier di questo mese. Il consueto viaggio nel X Municipio lo abbiamo voluto fare questa volta….a ritroso. Parlando e facendoci raccontare da coloro che hanno vissuto la nascita di Ostia moderna come era il nostro territorio negli anni cinquanta. Un’epoca pionieristica e di sviluppo nella quale le trasformazioni erano però vissute anche con sentimento ed umanità. Non certo come oggi allorché questo continuo andare avanti sembra da una parte fornire all’essere umano strumenti, comodità e benefici un tempo inimmaginabili. Ma dall’altra gli richiede sforzi e sacrifici che talvolta danno l’impressione di annullare sensibilità e valori umani. I racconti di queste persone ci narrano il quadro di un tempo, ma anche una evoluzione accompagnata da sentimento. E ci portano in una Ostia ancora spoglia e da ricostruire, ma ricca di entusiasmo e di voglia di fare. Lungi da noi il rinnegare il progresso: sarebbe impossibile e pure fuori tempo e fuori luogo. Ma guardare a ciò che ha portato quello che oggi siamo si. Per avere la consapevolezza della trasformazione. Ed anche per capire se effettivamente certi processi di sviluppo si devono solo subire o si possono anche in qualche modo governare e regolare.

Caterina Dini

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