Archivio mensile:giugno 2017

La nostra sanità

gennaio-2017-copertina-sitoLo stato di salute della nostra sanità. Una radiografia alle strutture e ai presidi ospedalieri di Ostia e del X municipio. È quello che abbiamo fatto questo mese con il nostro dossier dedicato alla medicina. Ringrazio, intanto, personalmente il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin che in un’intervista traccia un bilancio sulla condizioni della sanità sul litorale. Ospedale Grassi, Cpo vere e proprie «eccellenze» del territorio come le ha anche definite la ministra. Un’intervista a 360 gradi con Beatrice Lorenzin che ha mosso i primi passi politici tra Ostia e Acilia. Con lei abbiamo anche affrontato i temi dell’attualità, partendo dalle continue discussioni sui vaccini. «Non si possono mettere sullo stesso piano i risultati a cui è giunta in decenni di studi la comunità scientifica con il parere del primo blogger che passa», è il concetto ribadito dal Ministro della Salute. I cittadini hanno diritto a un’informazione corretta su un tema sensibile come questo. Poi la situazione dei vari ambulatori: dal Centro di Igiene Mentale al Sert che sta vivendo una nuova crisi e iniziano a soffiare venti di trasferimenti. La percezione è sicuramente quella di poter contare su strutture e apparati che manifestano concretezza e che sono in grado comunque di garantire la tutela del diritto alla salute a tutti, nessuno escluso. La finestra che si apre attraverso questo DOSSIER fornisce un’immagine estremamente variegata della realtà sanitaria locale. Una realtà articolata e certamente non perfetta, ma va riconosciuta assolutamente la volontà e l’impegno al miglioramento. I medici del Grassi, per esempio, ci raccontano la loro passione che è il loro lavoro e allo stesso tempo la loro missione. Il pensiero corre al caso Nola, dove i medici con straordinario spirito di abnegazione hanno curato i pazienti anche a terra. E le emergenze che si vivono in alcuni degli ospedali della capitale rischiano purtroppo di essere la quotidianità.

Caterina Dini

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Un tuffo nel passato

dicembre-copertina-sitoTra passato e futuro. L’ultimo numero di DUILIO LITORALE del 2016 è un tuffo nella storia. Come consuetudine abbiamo deciso di regalare ai nostri lettori un calendario. Ed ecco che nei prossimi 12 mesi ci accompagneranno i romani dell’antica Ostium. Un viaggio dove si gioca con la memoria con scene di vita di tutti i giorni di un mondo che poi non sembra così lontano dal nostro. Basta sfogliarlo per accorgersi della semplicità del quotidiano. Le «insule» del passato sono così simili a condomini della nostra periferia. Ostia Antica offre così l’unica testimonianza dell’assetto urbanistico dei quartieri popolari romani dove le case erano davvero una soluzione all’emergenza abitativa. A ripensarci oggi!! Augusto, per esempio, aveva stabilito che per evitare crolli, gli edifici non dovevano superare una certa altezza. E il pensiero, non può essere altrimenti, va alle popolazioni colpite dal sisma che passeranno il loro Natale tra mille difficoltà. Ecco, che passato e presente si incontrano. In questi affreschi riprodotti, sembra che il tempo non sia davvero mai passato. Dalla caserma dei vigili, dove è sepolto un vigile morto nell’assolvere eroicamente il suo compito, alle terme e ai «balnea» che tanto assomigliano alle Spa di oggigiorno. Percorrendo questa sorta di «decumano» lungo un intero anno si incontrano domus lussuose, imperatori, attori del teatro costruito di Agrippa che ancora ci incanta nelle nostre notti d’estate. Buona passeggiata, allora. Proprio come quella raccontata dai nostri antichi. Minucio Felice ricorda il piacere di una camminata sulla spiaggia di Ostia in settembre quando, passata la calura, resta la gioia di godersi il mare più bello.
E questo è il nostro augurio.

Caterina Dini

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40 anni di storia e giornalismo

copertina-novembre-sito«Il giornalista è uno storico del presente», diceva Umberto Eco per sottolineare il lavoro del reporter che racconta ogni giorno le vicende umane dell’attualità. Storie difficili a volte e piene di dolore dove è complicato entrarci. Un famoso giornalista polacco, scomparso pochi anni fa, diceva che per fare del buon giornalismo bisogna comprendere gli altri, le loro intenzioni, la loro fede, i loro interessi e le loro tragedie. E di diventare subito, fin dal primo momento, una parte del loro destino. Così abbiamo deciso di dedicare questo numero di Duilio Litorale al lavoro della stampa e di come i cronisti locali hanno raccontato gli ultimi 40 anni della storia della nostra città. Un viaggio a ritroso nel tempo, a partire dagli anni’70 fino ad arrivare ai giorni nostri. Come è cambiata Ostia, magari proprio da quella data che ha segnato per sempre il suo destino. Quel 2 novembre del 1975, quando fu ritrovato all’Idroscalo il corpo di Pier Paolo Pasolini. Poi gli anni’80 bui e scuri con l’emergenza droga che dilagava nelle nostre strade. Gli anni ’90 segnano il rilancio, con lo sviluppo del litorale e delle periferie. Sono gli anni di due indimenticabili presidenti Marco Pannella e Massimo Di Somma. Fino ai giorni nostri con Ostia e il X municipio che sono di nuovo al centro delle cronache nazionali dopo l’allarme mafia. La città vista con gli occhi di chi l’ha raccontata. Questo è il nostro lavoro, la nostra passione ma anche la nostra storia.

Un ringraziamento particolare ai fotoreporter Mino Ippoliti, Elio Vergati e Nevio Mazzocco per lo straordinario materiale fotografico che ha accompagnato i nostri articoli.

Caterina Dini

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Vietato smettere di sognare

ottobre-copertina-sitoCi sono i sogni e le idee, le ambizioni e le paure,  la vita di tutti i giorni e la vita che si desidera. È un lungo viaggio attraverso il mondo dei giovani il numero di Duilio Litorale di questo mese. Un dossier che racconta questa generazione che ha fretta di crescere e che brucia le tappe giorno dopo giorno. Un’inchiesta dove i giovani del X municipio si raccontano e rivelano le loro speranze, ma anche le loro preoccupazioni. Un ritratto inedito e contemporaneo della generazione definita in molti modi, da «sdraiata» a «nativa digitale», un po’ bistrattata insomma. C’è chi ha descritto questi giovani come «fannulloni» oppure «schizzinosi», come li ha chiamati qualche anno fa l’ex ministro Elsa Fornero, forse senza mai rendere giustizia a tutti loro. Poi abbiamo capito che molto probabilmente il termine giusto è «indaffarati», come scrive Filippo La porta in un suo saggio. Eccoli i giovani di oggi, nel loro tentativo di restare sempre connessi, nel condividere e nello scambiarsi qualcosa. Quelli che a Ostia e sul nostro territorio non hanno più spazi dove incontrarsi. I parchi sono devastati e ricettacoli di rifiuti, dove è vietato anche giocare a pallone. Le panchine di via delle Baleniere sono sempre più vuote e dello skate-park di Ostia Ponente ne resta solo lo scheletro abbandonato. E speriamo che municipio e comune non restino indifferenti al loro grido di essere ascoltati. Urla e parole scritte sui muri della città e sui vagoni della Roma-Lido che invocano di essere messe alla prova. Nelle pagine che seguiranno, leggeremo proprio le loro storie. Quelle di questi giovani che fanno troppe cose simultaneamente e che sono sempre pieni di idee. Poi c’è la scuola e lo sport. Due pilastri nell’educazione, insieme alla famiglia. Così conosciamo anche un insegnante di Ostia che ha lanciato il suo metodo di insegnamento, che richiama un po’ quello dello prof. Keating dell’«Attimo Fuggente», interpretato dall’indimenticato Robbi Williams. I giovani sono i nostri protagonisti di questo mese. E a loro rivolgiamo il nostro augurio: non smettete mai di sognare.

Caterina Dini

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