Archivio mensile:maggio 2017

Una battaglia comune

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16 anni dopo, si torna a parlare di autonomia per Ostia. Il territorio ci riprova a diventare Comune. All’inizio dell’estate, infatti, è stata presentata alla Regione Lazio la proposta di legge di iniziativa popolare. Un primo, importante, passo che ora autorizza i fautori della «terza via», quella che segue allo status di circoscrizione e municipio, ad avviare una raccolta firme. Ne serviranno 10mila per poi indire n referendum che verrà presentato ai cittadini del litorale romano e del suo entroterra. L’iter è però ancora lungo e avrà diverse tappe. Con questo nostro DOSSIER vogliamo cercare di fare un po’ di chiarezza, ripercorrendo la storia dei referendum passati e dei tentativi precedenti di distacco dell’allora XIII municipio da Roma per diventare comune a sé. Nelle pagine che seguiranno daremo voce alle varie posizioni: dal fronte del si a quello del no. Non è la prima volta che la spinta autonomista porta a consultare i residenti del litorale sulla possibilità di diventare Comune. Nel 1989 vennero raccolte le firme per il referendum necessario ad istituire un nuovo Comune indipendente dalla Capitale che però non raggiunse il quorum. Un nuovo “no” arrivò 10 anni dopo. Ruolo cardine sarà svolto anche questa volta dall’entroterra. Dai primi passi mossi da Marco Pannella, che nei suoi 100 giorni da presidente rivoluzionò il litorale, alla famosa delibera del «Decentramento», firmata da Giacomo Vizzani, la domanda è sempre la stessa: «meglio essere periferia di Roma o periferia di Ostia?». Che oggi dopo le vicende del commissariamento e il malaffare della politica, i tempi siano maturi? Non sta a noi dirlo. Di certo sappiamo che legalità, sicurezza, turismo, cultura, e lotta al degrado sono i temi per programmare il rilancio di Ostia. Sia se questo territorio diventi comune o se continui a restare parte di Roma.

Caterina Dini

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