Archivio mensile:maggio 2015

Sapori dal Mare

Layout 1Ciao Gianni, il primo di tutti noi!

Lo storico direttore del Giornale di Ostia è scomparso all’età di 66 anni. Una vita spesa per il giornalismo. Indimenticabili le sue inchieste su politica e malavita.

Se non ci fosse stato Gianni Sepe, Ostia non sarebbe la stessa. Un’intelligenza acuta, una persona dal carattere forte e deciso ma che sapeva togliersi con facilità la maschera da burbero davanti ai problemi delle persone. Una passione autentica, la sua, verso il nostro mestiere: quello del giornalista, uno dei più affascinanti al mondo. Nel nostro settore si dice che ci sono i giornalisti “giornalisti” e i giornalisti “impiegati”, a dividere coloro che fiutano, cercano e lavorano la notizia dai secondi che sono seduti dietro una comoda scrivania a fare qualche telefonata. Ecco, Gianni era un giornalista “giornalista” con la G maiuscola. E sappiamo che sarebbe stato contento di essere ricordato così. Per chi fa questo lavoro, la persona e la professione sono la faccia di una stessa medaglia: non si può essere bravi giornalisti e cattive persone o viceversa. Gianni è entrato nelle vite di tante persone, nelle loro storie e soprattutto ha contribuito con la sua testata a dare un’anima a questa città. Il “Giornale di Ostia”, che lui ha fondato e diretto per tantissimi anni, era per molti un punto di riferimento, per altri (i tanti giovani che da lui sono stati guidati e strigliati) il trampolino di lancio per avvicinarsi al giornalismo. Gianni ha avuto l’intuizione di credere nell’informazione locale, quello che tecnicamente viene definito dai teorici di oggigiorno il “regionalismo”: lui lo aveva capito già 25 anni fa. Gianni ha scritto pagine uniche con le sue inchieste su politica e malavita, soprattutto durante gli anni difficili della tangentopoli di Ostia. Oggi come se fosse ieri. La sua penna inconfondibile e graffiante. In questo mondo non ci sono vincitori e sconfitti, ma lottatori. Dopo aver lasciato la direzione del Giornale di Ostia, Gianni non si è arreso ma ha continuato a combattere, trasferendo sulla Gazzetta del Litorale le sue battaglie. Se ne è andato non prima di aver dato una revisione finale all’ ultima edizione del suo settimanale. Mi mancherà il suo impegno, la sua arguta ironia, i suoi editoriali, e anche le sue polemiche. La redazione di Duilio Litorale si stringe al dolore di Alessandra, donna forte che è stata vicino a Gianni nei suoi momenti più duri. Il sogno di Gianni Sepe di un giornalismo di città continuerà a vivere in noi. Siamo tutti suoi allievi e lui sarà sempre il “Direttore”.
Caterina Dini
L’ultimo editoriale di Gianni Sepe pubblicato sul numero della Gazzetta del Litorale il 2 maggio, il giorno dopo la scomparsa del direttore.

Io sto con Don Camillo

“La notizia per la verità risale alla prima settimana di aprile e, se non vado errato, salvo un piccolo settimanale agrigentino, la cosiddetta stampa che conta non vi ha neppure minimamente accennato nelle sue pagine. Qual è allora la notizia? Una famiglia siciliana di quattro persone, padre, madre una figlia diciottenne e un ragazzo di quindici anni, è stata sfrattata dalla sua abitazione, due stanze, perché non più in grado di pagare quel miserabile affitto di duecentocinquanta euro mensili. Per sua fortuna – si fa per dire- il capofamiglia è riuscito a rimediare un alloggio presso una parrocchia ma dopo quindici giorni è stato costretto a lasciarlo perché secondo il parroco: “io prendo dall’amministrazione trentacinque euro al giorno per affittare un posto letto agli extracomunitari e non posso quindi regalarlo!”. Al di là di ogni commento sulla carità cristiana, che lascio ad altri, la frasi di quel parroco mi fa venire in mente la figura di Don Camillo (ve lo ricordate?) che dialogava con il Crocifisso e litigava con Peppone, ma non avrebbe mai respinto quattro poveracci senza un tetto sulla testa. O no?”.

Gianni Sepe