Nonostante tutto…

Nell’epoca imperiale romana divenne celebre un primo Ministro alla corte di Ottaviano Augusto: Mecenate. Egli creò infatti il celeberrimo “circolo di Mecenate”, all’interno del quale accolse i più illustri uomini di cultura del suo tempo. I vari Virgilio, Orazio, Ovidio, Tito Livio ebbero così la possibilità di svolgere liberamente il proprio mestiere di uomini di lettere. Tanto che ancor oggi col termine “mecenate” si intende una figura che svolga attività di promozione culturale portando avanti il proprio lavoro. Il concetto di mecenatismo dovrebbe essere legato ad un appoggio sostanzialmente economico, che renda possibile sostenere un valore come la cultura che non ha per sua specifica vocazione il profitto. Portare avanti la cultura al giorno d’oggi, però, necessità oltre che di un aiuto dal punto di vista delle finanze e anche di un impegno organizzativo e logistico. Oltre che di specifiche competenze. Spesso presentare un libro, allestire un concerto o uno spettacolo, o anche più semplicemente adoperarsi per far conoscere un luogo o per insegnare e tramandare valori, richiede un qualcosa in più del mero sostegno economico. C’è bisogno di passione, di trasporto, di conoscenza. Tutte cose che non sempre si possono avere mettendo sul piatto della bilancia una contropartita di carattere solamente economico. Ed è emblematico quello che succede nel nostro territorio, nel quale in questo mese siamo andati alla ricerca di persone ed associazioni che si danno da fare in ogni modo per allestire iniziative legate alla diffusione del sapere. Il X Municipio è reduce da un lungo periodo di commissariamento nel quale tante attività, di ogni genere, sono rimaste ingessate. Nonostante ciò molteplici iniziative sono andate comunque avanti. E lo hanno fatto grazie a persone che, con sacrifici personali, di tempo e talvolta anche di denaro, si sono impegnate, come sempre hanno fatto, per non lasciare che tutto improvvisamente finisse. Persone ed enti animati da grande passione e dedizione, manifestate anche negli anni passati. E ribadite dal fatto che le iniziative da loro portate avanti si sono sempre affermate, a prescindere dal colore dell’amministrazione e dalla crisi economica. I nuovi mecenati, li potremmo definire. Che continuano a dare lustro al nostro territorio e a tenerne alto il nome. Anche e soprattutto in questo periodo in cui Ostia ed il X Municipio sono balzati agli onori della cronaca per episodi negativi.
Che vanno avanti….nonostante tutto.

Caterina Dini

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Un grazie… ai nostri Eroi

Tante volte abbiamo sottolineato, con considerazioni generali ma anche trattando l’argomento in interi dossier, l’evoluzione di cui è stata protagonista la società negli ultimi anni. Una trasformazione che ha avuto nella tecnologia il suo aspetto più visibile e preponderante, ma che ha registrato profondi mutamenti in ogni ambito, del quotidiano e non. Uno dei settori maggiormente segnati dal cambiamento è stato indubbiamente quello della comunicazione. Ai tradizionali canali si sono affiancati dapprima quelli del web e poi addirittura i social, che oggi hanno assunto la funzione di veicolo di notizie e di cassa di risonanza. Senza entrare nel merito (la questione sarebbe ampia e complessa se si pensa, tanto per dirne una, alla diatriba sulle fake news), va comunque evidenziato che questa “evoluzione della comunicazione” è riuscita a portare alla ribalta, più o meno rilevante, cose, avvenimenti e persone che precedentemente sarebbero rimasti anonimi. E, legato a quello della comunicazione, un altro degli aspetti della evoluzione della nostra società è quello di evidenziare sempre e comunque ciò che è bello e stupefacente, talvolta addirittura impossibile. Basti vedere i video caricati su you tube, o ciò che viene talvolta presentato in alcuni talent, o ancora alcuni canali tematici televisivi. Passioni esasperate ed imprese al limite dell’umano la fanno da padrone, esaltando i protagonisti e stimolando l’immaginazione ed il sogno di chi le osserva. In questo contesto quasi mai, se non, aimè, per notizie negative di cronaca, è raccontata la realtà di tutti i giorni. Quella normale, che vive la maggior parte della gente. Che talvolta, per le vicissitudini da affrontare tra viaggio, stress e paghe non sempre adeguate, rende colui che si alza alle sei del mattino per andare al lavoro alla pari di chi pratica il bungee jumping. Noi abbiamo voluto aprire questo 2018 quasi in controtendenza. Abbiamo voluto infatti cercare nel territorio un po’ di quotidianità. Per raccontarla e, in qualche modo anche farla risaltare. Le persone che vi presentiamo in questo dossier ci è piaciuto chiamarli eroi. Perché in un mondo che vuole tutti in prima fila ed in prima pagina, lavorano invece “dietro le quinte” ed in una realtà che non è fatta di telecamere e lustrini, ma di stenti e lacrime. Eroi del quotidiano, che hanno il merito di sostenere situazioni che senza il loro aiuto naufragherebbero e non avrebbero scampo. Persone che danno una dimostrazione che Ostia ed il X Municipio non sono la terra contaminata che si è voluta raccontare in seguito ai recenti fatti di cronaca. Ma rappresentano un territorio che esprime tanta gente che crede nei valori e lo manifesta anche con altruismo, disponibilità e generosità.

Caterina Dini

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Un anno di Duilio 2017

Il 2017 sta per finire. Come accade nella vita tiriamo le somme del lavoro fatto; un lavoro certo non facile quello di mettere sotto i raggi x il nostro territorio. Ogni dossier pubblicato ha comportato un impegno particolare, spesso ai limiti delle nostre possibilità, ma la qualità del nostro servizio è rimasta immutata, come dimostrano i riconoscimenti della gente che ci legge e che ci gratifica col suo giudizio positivo.  Abbiamo iniziato a Gennaio parlando con la ministra della Salute, Lorenzin sulla stato della Sanità nel nostro territorio, evidenziando con estrema sincerità luci ed ombre di un sistema che arranca. A Febbraio abbiamo aperto una finestra sui Comitati di Quartiere, vere e proprie sentinelle del Territorio, che ci hanno mostrato aspetti sconosciuti di Ostia e dell’Entroterra. A Marzo dopo avere dato spazio ai tanti problemi, abbiamo ripreso fiato, facendo conoscere ai lettori “Tutto il buono che c’è”: l’azione dei volontari, uomini e donne encomiabili, che operano per solidarietà e per amore , a cui non finiremo mai di dire grazie. Ad Aprile è stato fatto il punto sulle grandi problematiche irrisolte, che ci affliggono a causa di conflitti di interressi non sempre leciti; un momento doloroso ma inevitabile di verifica della realtà. Per fortuna a Maggio abbiamo potuto mostrare anche l’altra faccia di questa medaglia, gli aspetti ancora belli ed incontaminati del territorio: come la Riserva del Litorale e tanti altri luoghi a noi cari. A Giugno, un dossier tutto dedicato ad Ostia Antica, una perla dell’intera Italia che merita di diventare Patrimonio UNESCO. Luglio ed Agosto hanno proposto il tema delle nostre spiagge, vittime del Commissariamento, che ha creato non pochi problemi all’utenza con decreti e provvedimenti che, seppure promossi in nome della legalità, hanno comunque limitato tantissimo lo svolgimento di importanti attività produttive. A settembre un dossier di foto d’epoca; un’operazione della memoria fatta per ricordare a tutti le nostre radici e con esse la voglia di fare e di migliorare che ha animato i pionieri e che dobbiamo ritrovare in noi per tornare a crescere. A Ottobre “rombano i motori”, per un dossier che, mentre ci mostra le immagini della passione per le auto, le moto e i raduni, ci invita a correre a tutta velocità e con la stessa passione verso un futuro migliore. E’ tempo di elezioni e nello stesso numero ecco programmi e progetti dei candidati del nostro Municipio. Infine Novembre ci ha portato con tenerezza verso il mondo della terza età e dei centri che rendono più lievi e più interessanti le giornate degli anziani. Ora è Dicembre e stiamo per entrare come ogni anno nelle vostre case per condividere con voi un po’ del nostro amore per il territorio. Lo faremo col racconto di storie realmente accadute di quei romagnoli che hanno lottato e sofferto per regalarci gli spazi in cui viviamo, esempi ancor validi di semplicità, frugalità e attaccamento ai valori e con un calendario che ci ricordi tutto l’anno.

Caterina Dini e Silvia Grassi

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Il bello della terza età

Nell’antichità le persone di una certa età erano considerate sagge. Questo perché portatrici di esperienza e quindi in grado di valutare, muoversi e decidere in un modo che poteva contare sul grande bagaglio di quanto maturato nel corso dell’esistenza. E gli anziani, tutto sommato, hanno goduto di tale reputazione fino alla fine del secolo scorso. La veloce evoluzione tecnologica e sociale, iniziata nella parte finale del novecento e letteralmente esplosa negli anni duemila, ha radicalmente cambiato il mondo. Così gli anziani, ma anche le persone cosiddette di mezza età, hanno dovuto fare i conti con un nuovo modo di vivere, in continuo sviluppo e che cataloga con inaudita velocità come passato cose ed eventi. Uomini e donne appartenenti alla cosiddetta terza età si sono ritrovati ad essere quindi, più che saggi e portatori di esperienza, testimoni e custodi di tradizioni e di valori. E, in una società come quella odierna, anche solido punto di riferimento. Nella crisi economica mondiale partita nel 2008 e che ha coinvolto anche il nostro paese, gli anziani hanno rappresentato una delle maggiori forme di welfare, proteggendo con risparmi e pensioni centinaia e centinaia di familiari in difficoltà a livello di occupazione. E sono sempre loro che ancor oggi fungono da supporto a quelle famiglie dove, con entrambi i coniugi impegnati nel lavoro, vi è la necessità di accudire i nipoti. Se poi si considerano l’aumento dell’aspettativa di vita e la forte diminuzione della natalità, allora si comprende come la fascia della terza età sia tutt’altro che trascurabile, al di là della sua funzione. Ed è per questo che abbiamo voluto conoscere meglio questa realtà attraverso il nostro viaggio di questo mese sul territorio. Scoprendo che i centri anziani non sono luoghi dopolavoristici nei quali trascorrere il tempo. Ma rappresentano un’autentica risorsa per il territorio e per i suoi residenti. Proponendo attività, incontri e divertimenti che riguardano in primis i loro frequentatori, ma hanno una positiva e più ampia ricaduta sociale e familiare. Garantendo serenità ed aggregazione a tanta gente, fornendo servizi e valorizzando le persone. E trattando gli esseri umani come tali, a prescindere, dunque dall’età e dalle condizioni. E non, come vorrebbe forse il frettoloso e troppo economico mondo di oggi, alla stregua degli oggetti che, una volta diventati vecchi, sono da rottamare.

Caterina Dini

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Si scaldano i motori anche… per una gara eccezionale

Il brivido e la velocità rappresentano da sempre per l’uomo non solo emozioni ma anche sfida. E sono senz’altro i motori, in via generale, che più di tutti incarnano quella che potremmo definire una innata aspirazione ed una forte sensazione. Che spesso da aspetto puramente emozionale, diventa autentica passione, da coltivare e sviluppare in ogni maniera. In questo mese, quindi, abbiamo voluto approfondire quello che sul nostro territorio è il mondo dei motori. E non lo abbiamo fatto per caso. A metà settembre Ostia ha ospitato l’arrivo e la premiazione della quinta edizione del Rally di Roma Capitale, regalando a tutti, appassionati e non, cittadini e turisti, un colpo d’occhio straordinario. L’evento si è svolto in Piazzale dei Ravennati, un tempo luogo di avvenimenti, spettacoli e concerti, ridotto da un paio di stagioni a semplice luogo di transito e di passeggio. Simbolo di un momento critico attraversato da nostro Municipio, che la ripresa della normale attività politica ed amministrativa, dopo il 5 novembre, dovrebbe consentire finalmente di superare. Idealmente il nostro territorio dovrà…. riprendere a correre, per recuperare quasi due anni di crisi istituzionale che lo hanno tenuto ai blocchi di partenza, fermandone la crescita e lo sviluppo. Un rilancio da portare avanti, per chi governerà, con velocità e passione. Quelle due stesse qualità che sono venute fuori nel nostro viaggio di questo mese nel mondo dei motori del X Municipio. Velocità e passioni sognate, portate avanti ed inseguite in ogni forma e secondo ogni possibilità. A ribadire ancora una volta la eccezionale varietà presente nel nostro territorio. Ma anche a ricordare il fatto che la passione, velocemente o no, può comunque portare lontano.

Caterina Dini

Auguriamo ai 9 presidenti (e alle loro liste) nella “linea di partenza” di correre con lealtà e… che vinca il migliore nel rilancio e per il “bene” del nostro Municipio.

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Recuperiamo le “radici”

Un’ altra estate volge alla fine portando con sé ricordi, speranze, eventi delusioni. Delusioni, come quella che ormai è divenuta costante, per non riuscire a veder realizzata una grande stagione turistica sul nostro territorio. Un’aura di pessimismo si è impossessata di tutto il X Municipio. Le grandi aspettative che solo pochi anni fa lasciavano intravedere un futuro ricco di promesse, sono svanite sotto la cappa del commissariamento; lo sguardo stenta ad inoltrarsi più avanti per capire dove stiamo andando. In questo stato d’animo, di solito, ci si rivolge al passato, favoleggiando tempi migliori e cercando nelle radici i germi della speranza. Per questo anche noi abbiamo fatto un’operazione della memoria, proponendo in questo dossier la storia fotografica di Ostia alle sue origini. Non è passato che un secolo, ma quanta strada nonostante tutto è stata fatta! Le foto un pò sbiadite di tanti anni fa ci restituiscono l’immagine semplice e modesta di un territorio in crescita, abitato però da gente laboriosa, che nonostante le difficoltà sperava e cercava di migliorare. Proprio questo è il nostro messaggio ai lettori. Recuperare un po’ di speranza, guardando alla strada fatta e ritrovando un’identità comune, con un po’ di quell’entusiasmo che ha spinto i primi pionieri ad affrontare una natura selvaggia e un territorio difficile per dar vita alla nuova Ostia. Oggi più che mai ci auguriamo una “Ostia Nuova”.

Caterina Dini

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Le immagini del dossier
sono tratte dal nostro
volume storico-fotografico
“Lido di Ostia – il Mare di Roma”

 

 

Quale Estate?

Per un posto di mare come è il nostro Municipio, l’estate può essere definita la stagione principe. Quella nel corso della quale sono espresse le maggiori potenzialità di tutto il territorio. Non solo delle spiagge e degli stabilimenti, quindi, ma anche di tutte le altre realtà locali. Si è parlato in passato, e se ne continua a discutere, sulla vocazione turistica di Ostia. E spesso sono state messe in evidenza la non eccezionale capacità ricettiva o anche i problemi di viabilità e dei trasporti. Da due anni, però, a quelle che potremmo definire tematiche strutturali, se ne è aggiunta una ben più rilevante: il commissariamento. L’assenza di una amministrazione politica, di fatto ha molto ingessato l’attività del territorio. Passi, ed anzi ben venga, il rispetto della legalità. Ma in questi 26 mesi spesso è sembrato che le misure poste in essere ad Ostia siano state iniziative isolate e ad effetto. Come quella dell’apertura dei varchi a mare che, una volta inaugurati, sono stati poi trascurati e consegnati al degrado. Piuttosto hanno fatto scalpore discutibili mancanze. Quali ad esempio, nel corso dell’inverno, la tardiva pubblicazione del bando per le palestre municipali, che ha costretto migliaia di persone a non poter praticare attività sportiva. O ancora, più di recente ed in tema di estate, la mancata assegnazione delle spiagge libere. Una situazione di nebulosità che si è inevitabilmente ripercossa sulla stagione estiva 2017, che registra per Ostia ed il X Municipio più ombre che luci. E non è un caso che il vento di autonomia, mai del tutto calmatosi  dopo le negative consultazioni del 1989 e del 1999, abbia ripreso da un po’ di tempo a soffiare con intensità. Una cosa, a parte ogni disquisizione, è certa. E viene da tutte le componenti del quartiere: imprenditori, operatori del settore, cittadini ed anche romani e turisti. Ostia ha bisogno che l’estate torni ad essere estate!

Caterina Dini

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Ostia Antica ti aspetta…

Tante volte abbiamo definito il nostro dossier mensile un viaggio all’interno del territorio. E tale espressione è quanto mai appropriata per l’argomento che abbiamo scelto per intrattenervi in questo mese. L’approfondimento di giugno, infatti, riguarda Ostia Antica. Un quartiere del X Municipio che sintetizza quella che è la varietà e la ricchezza del nostro territorio. Di dimensioni relativamente ridotte ed  “antenato” della moderna Ostia, questo luogo racchiude storia, cultura, spettacolo, sport ed impegno sociale. Il tutto in uno straordinario mix che non solo resiste nel  tempo, ma che proprio grazie al tempo si è sviluppato e consolidato. Ostia Antica, grazie agli scavi ed alle sue bellezze storiche, è in grado di portarci indietro nel tempo, ad epoche lontane, sia con la semplice osservazione che grazie ad eventi, come il Palio, organizzati proprio per far rivivere determinate atmosfere. Ma sono poi i problemi della quotidianità (l’ultimo dei quali è quello relativo alla questione del tritovagliatore) a farci vivere la realtà contemporanea, evidenziando l’impegno di chi, come i comitati locali, ha fatto del lavoro per il territorio la sua missione. E’ un viaggio che abbiamo voluto intraprendere, poi, per due ben precise ragioni. La prima è, per così dire di cuore. La nostra casa editrice è nata ed ha sede proprio ad Ostia Antica, che in qualche modo, con la sua eredità del passato, è tempio di cultura. E la seconda risiede nella linea che ci siamo prefissati all’inizio degli anni novanta e che stiamo portando avanti ormai da quasi trent’anni: far conoscere e valorizzare il territorio nel quale viviamo. Stavolta più che mai, quindi, il dossier di questo mese è un viaggio nei nostri luoghi. Anzi, in quello per il quale, consentitecelo, il nostro cuore batte forse un po’ più forte.  E allora a tutti voi……benvenuti ad Ostia Antica!

Caterina Dini

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Un territorio a metà

Un nuovo mese, un nuovo viaggio. Maggio è il periodo dei primi bilanci: quelli di una stagione che si chiude e un’altra che si avvia, fatta di buoni propositi da attuare a partire da dopo l’estate. E la domanda che ci siamo posti è: «Come sta il nostro territorio?». In questi anni lo abbiamo raccontato in tutti i suoi aspetti da quelli più gravi (dall’emergenza mafia alla crisi politica) a quelli di tutti i giorni. Ecco, in questo numero ci soffermiamo sullo stato di salute di Ostia e del X Municipio. Ci sono delle parti di questa città, belle e intoccabili. Dove la natura sembra aver dipinto su una tela paesaggi e colori. La tenuta di Castel Porziano, per esempio. Un angolo incontaminato che appartiene a tutti noi. Noi vi apriremo le porte della Riserva con foto e racconti da rimanere incantanti. Vi parleremo anche dei delfini e del loro “canto”, una meraviglia del mare. E andremo anche al Borghetto dei Pescatori, perla della nostra comunità. Ai problemi del Canale, insabbiato e rimasto con poche barche (molti hanno preferito ormeggiare a Fiumara e a Fiumicino per poter uscire in mare) si affianca comunque la storia della nostra terra. E non bisogna scavare a fondo la sabbia con le mani, proprio come fanno i pescatori alla continua ricerca di telline, per trovare cose belle a Ostia. Basta fermarsi a guardare un tramonto in piazzale Magellano e rimanere stupiti dal sole che diventa arancio, rosso, viola prima di andare a morire all’orizzonte. Ma la nostra attività di reporter ci impone anche di denunciare quello che non va. Spesse volte con amarezza, e quasi sempre con rabbia. È il caso dei parchi: quello XXV Novembre di via Pietro Rosa è in stato di abbandono, così come le piste ciclabili che sono finite nel mirino della Procura. La storia di Ostia e del suo entroterra è fatta di storie belle e risvolti amari. È l’altra faccia della medaglia, un altro volto di un territorio. Che, nonostante tutto, continuiamo ad amare.

Caterina Dini

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